Sabato 22 ultimo appuntamento con “Voci” di Francesco Tassara in Piazza Brin

LA SPEZIA- Si concludono, con la serata di sabato 22 agosto alle ore 21 e 30 in Piazza Brin, gli appuntamenti con la serie a episodi Voci, laboratorio video di arte partecipata condotto da Francesco Tassara, a cura dell’Associazione Labulè e del Centro Giovanile Dialma Ruggiero.
Dal mese di giugno fino ai primi di agosto, attraverso il dialogo con alcuni residenti e frequentatori del Quartiere Umbertino, sono state raccolte storie della realtà locale, che diversi mini-gruppi di lavoro hanno trasposto in brevi soggetti di fiction e successivamente messe in scena e interpretate con la guida del responsabile del progetto. Gli episodi girati sono quattro, ma le storie molte di più, così che spesso è stato svolto un lavoro di “assemblaggio“, per non disperdere nulla di quanto prezioso è stato raccolto. Essendo un laboratorio collettivo con il quartiere, la lavorazione è stata in-divenire fino all’ultimo: persino in fase di ripresa nuove idee o suggerimenti per modifiche e integrazioni sono state accolte, dando vita a cortometraggi nati giorno per giorno nell’arco di un’estate. Le storie hanno cercato di abbracciare i temi più ampi possibili. Sono state affrontate problematiche contemporanee (nel primo episodio s’assiste alla nascita di un’amicizia tra una signora italiana e un giovane straniero, prima d’allora divisi da reciproche incomprensioni e turbolenze personali), ma anche memorie storiche (l’antico teatrino custodito all’interno delle mura della chiesa Nostra Signora della Salute guidato da don Antonio Mori, prete arrestato e torturato dai fascisti, cui è dedicata la vicina scuola elementare del complesso 2 Giugno). Scopo del progetto è stato stimolare il dialogo reciproco nel tentativo di abbattere barriere e luoghi comuni, favorendo un dialogo costruttivo, per conoscersi e vivere meglio insieme, soprattutto in un’epoca in cui diffidenze e ansie mediatiche tendono ad influenzare le separazioni umane e a barricare le persone all’interno delle mura domestiche.

Il titolo Voci trova ispirazione dal nome della fontana-obelisco di Mirko Basaldella posta al centro di Piazza Brin da più di cinquant’anni, che con la sua forma protesa verso il cielo e cosparsa di numerosi cerchi, intende simboleggiare tante bocche che parlano rivolte in ogni direzione; un invito al dialogo. L’obelisco ha così non solo fornito ispirazione al progetto, ma il progetto stesso ha voluto – e vuole – esserne un omaggio, ancor più sentito in questi ultimi tempi in cui l’opera d’arte non versa in felici condizioni, avendo perso i suoi giochi d’acqua, non godendo più dell’illuminazione notturna, e accogliendo, nella sua vasca, melma e putridume d’ogni specie.
Il progetto, dal format inedito alla sua prima e chissà se unica edizione, oltre che trasmettere un messaggio d’unione agli spettatori, ha favorito la conoscenza dei suoi partecipanti, persone di ogni età e provenienza, che sebbene condividessero il medesimo spazio dell’affascinante quartiere operaio della Spezia, fulcro della nascita della città moderna e centro di memoria storica della stessa, non si conoscevano. Autori ed interpreti dei cortometraggi sono stati commercianti, abitanti, senzatetto, bambini, arabi, dominicani, adolescenti, anziani, educatori e pittori, e persino un cane; ed è stata molto bella, durante queste serate estive, la piazza gremita di persone, chi per caso e chi per curiosità, che osservava sé stessa proiettata sullo schermo.
Nella serata conclusiva, i quattro episodi, ognuno con una storia differente ma accomunati dal medesimo spirito, saranno proiettati a costituire un unico film, realizzato dal quartiere, per il quartiere, e per chiunque avesse desiderio di conoscerlo, attraverso le sue storie.

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