Firenze, sale slot in zone vietate

FIRENZE – Dopo La Spezia, anche a Firenze le sale giochi proliferano in zone vietate. Tutto ciò può avvenire con una semplice comunicazione, la S.c.i.a. (Segnalazione certificata di inizio di attività). In soldoni, per aprire locali dove si pratica gioco d’azzardo, piaccia o meno la definizione, basta compilare e consegnare dei moduli. E i controlli? L’altro ieri, a seguito dell’inchiesta di Laspeziaoggi (link), le autorità competenti si sono incredibilmente rese conto che ben sette sale slot – una era già stata chiusa precedentemente – sono state aperte non rispettando il regolamento del comune di La Spezia. I locali in questione, infatti, si trovano a una distanza inferiore a 300 metri dai cosiddetti luoghi “sensibili“: scuole, ospedali, luoghi di culto. Come spesso accade, si mettono lacci e laccioli ma poi nessuno sorveglia. Cosa accadrebbe se le stesse verifiche venissero effettuate anche in altre città?

A Firenze, ad esempio, il 29 maggio scorso, è stata inaugurata la sala Hippobingo, posizionata all’interno dello splendido ippodromo del Parco delle Cascine. Contro l’apertura della sala per il gioco d’azzardo si era espresso il capogruppo di Sel in Palazzo Vecchio, Tommaso Grassi. Il consigliere comunale, nella circostanza, mise in evidenza: “E’ ridicolo che poche settimane dopo che il Consiglio comunale ha aderito alla campagna contro le sale slot e il gioco d’azzardo stiano comparendo in città cartelloni pubblicitari che annunciano la imminente apertura di una nuova sala giochi nel complesso dell’ex ippodromo del Visarno. Complesso che il Comune ha assegnato per la valorizzazione a una società privata specializzata in ippodromi ma che, molto probabilmente, attraverso la società HippoBingo aprirà una sala per il gioco d’azzardo sulla scia di quanto fatto a Cesena e Modena”. L’articolo 10 del regolamento per le sale giochi e l’installazione di apparecchi da gioco, approvato il 10 gennaio 2011 dal Consiglio comunale di Firenze, prevede che non è ammessa l’apertura di “sale giochi entro la distanza di 500 metri dai seguenti luoghi sensibili: scuole di ogni ordine e grado, luoghi di culto, ospedali, altri locali destinati all’accoglienza di persone per finalità educative così come indicati nella L.R. 32/2002 o socio-assistenziali (centri di recupero, case di cura, case di riposo ecc), sedi operative di associazioni di volontariato“. Ebbene, secondo i parametri indicati dal regolamento, la Sala giochi delle Cascine non potrebbe essere attiva poiché a soli 350 metri, in Viale della Catena n. 4, c’è la sede della Scuola di Arte Sacra di Firenze (Sacred Art School – Onlus) riconosciuta dalla Provincia di Firenze e dalla Regione Toscana. Ci sarebbe da discutere, poi, anche della distanza dalla sede della Scuola di Agraria dell’Università di Firenze, sita probabilmente a meno di 500 metri calpestabili dalla sala in argomento. Nel caso fiorentino, la concessione, quindi, è stata rilasciata dal Comune che, tra l’altro, è anche proprietario dell’ex ippodromo. Sarebbe il caso di dire: chi controlla i controllori?

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