Le reazioni alla morte del giovane Antonio Brino

LA SPEZIA– La morte di Antonio Brino, il 28enne manovratore del  Porto, scomparso nella notte tra il 17 e il 18 agosto a seguito delle ferite riportate nell’incidente di due settimane fa, ha suscitato molteplici reazioni di dolore e cordoglio.

Davide Santini, Segretario Generale dell’Autorità Portuale, ha aperto la conferenza stampa di questa mattina, dichiarando che è una notizia che oscura questa giornata e le altre a venire. 

Cordoglio alla famiglia del lavoratore arriva anche dall’Unione Sindacale di Base dei Vigili del Fuoco, che esprime vicinanza alla famiglia.

Massimo Lombardi, segretario Provinciale di Rifondazione Comunista, ha diffuso il seguente comunicato: Ancora una volta nel nostro territorio piangiamo una giovane vittima del lavoro. Con grandissimo dolore abbiamo infatti oggi saputo della morte di Antonio, manovratore della Serfer, a due settimane dal terribile incidente subito al porto spezzino. Una fine atroce, dopo giorni e giorni di sofferenza e agonia: c’è sconcerto e tanta rabbia per l’ennesima vita spezzata mentre stava lavorando, l’ennesima, in particolare, avvenuta nel porto e in ambiente ferroviario. Morire sul lavoro è il massimo dell’assurdità per un essere umano. Per questo chiediamo a gran voce giustizia, verità e piena luce sulle dinamiche dell’incidente, oltre una severa attenzione da parte di tutti, datori di lavoro, istituzioni e lavoratori stessi, alla cultura della sicurezza. A nome personale e di tutta Rifondazione Comunista spezzina esprimo la nostra massima vicinanza e un forte abbraccio alla famiglia del povero Antonio. Non dobbiamo fermarci alle sole parole ma agire ogni giorno, concretamente, per fermare definitivamente questo continuo stillicidio di lavoratori.

Infine, le segreterie sindacali (sia le regionali che le provinciali), partecipando al dolore della famiglia, pongono l’accento sulla necessità di non tralasciare la sicurezza, soprattutto in un’attività così pericolosa come quella ferroviaria, in nome di una maggiore produttività. Inoltre chiedono incontri, sia a livello locale che nazionale, con la Società Serfer, per discutere non solo di sicurezza, ma anche della formazione in tutti i cantieri lavorativi.

 

 

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