Quartieri del Levante: Spezia non ha bisogno di “modernizzazione”, ma di progetti funzionali

LA SPEZIA– Le ultime vicende vissute nella nostra città segnano uno scenario poco edificante nel percorso che la nostra amministrazione comunale pare voler percorrere con lo slogan ”Modernizzazione”, ovvero qualcosa che conta di più della continuità di immagine storica della città pur tenendo in considerazione le soluzioni Strutturali  Funzionali. Diciamo questo a causa delle poco edificanti scelte delle istituzioni cittadine troppo “disattente”alla nostra identità ed alla nostra storia passata che qui indichiamo come questioni di eccezionale gravità delle quali sia la Sovrintendenza che il ministero dei Beni Culturali si devono occupare nel rispetto delle leggi di tutela:

  1. La continua incessante demolizione del muro di cinta medioevale della nostra città.
  2. Il Molo Pagliari, da dove sono partiti gli Ebrei per la Palestina nel 1947 con le navi “Fede” e “Fenice”,che sta subendo la forte pressione progettuale dell’Autorità Portuale che vorrebbe costruirci sopra le strutture, ad uso privato, delle marine, anch’esse storiche, di Fossamastra e Canaletto(per ciò che riguarda il molo quest’ultimo è tutelato e dichiarato “spazio tutelato pubblico”).
  3. La brutta vicenda di Piazza Verdi nella quale risplende la miopia dell’amministrazione comunale e la totale mancanza di dialogo con i cittadini.
  4. Si parla poi, e lo fa l’Autorità Portuale, del progetto di raddrizzamento del Molo Italia e di un interramento a mare della Passeggiata Morin.

I cittadini rimangono stupiti da questa superficialità nel nome della”modernizzazione”e rivendicano progetti funzionali che non eliminino la storia della loro città. La città gradirebbe certo di più se si riparassero i guasti ambientali (terrestri, marini, atmosferici e acustici) determinati dalle discariche, dall’Enel, da un’attività portuale che è già ora sovradimensionata, ma che si vuole sovradimensionare ancora di più con dragaggi, che potrebbero essere un danno sia alla salute che per l’allevamento dei mitili, col raddoppio della movimentazione dei container devastanti per il nostro piccolo e, un tempo, meraviglioso Golfo dei Poeti (cantato da Byron e Shelley e amato da  scrittori, scultori etc.) se non poniamo dei correttivi di sostenibilità per il futuro turistico del nostro territorio nel suo complesso, ovvero terra e mare.

Tra le tante cose da fare che sarebbero importanti per la città si potrebbe cominciare dando corso a quello che il Ministero dell’Ambiente aveva disposto nel 2012 ovvero il completamento della bonifica del mare attorno al porto Mirabello (condizione “sine qua non” per la costruzione della passerella che invece si costruì lo stesso) e del puzzolente canale Lagora.

(Per il Coordinamento Quartieri del Levante, Franco Arbasetti e Rita Casagrande)

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