Il Croce di Malta e lo scippo della Storia. L’opinione del professor Giorgio Di Sacco Rolla

Ospitiamo ancora un autorevole intervento, quello del professore di Storia e filosofia del Liceo Classico Giorgio Di Sacco Rolla, membro del direttivo di Italia Nostra, sul degrado della memoria. Quale storia cittadina è da mantenere e quale da dimenticare? L’Arsenale Militare a quale delle due specie deve appartenere?

Giorgio Di Sacco Rolla:

Abbiamo viale Garibaldi, corso Cavour, viale Mazzini, persino una via intitolata all’impresentabile generale Cadorna, ma nulla, nella toponomastica spezzina, ricorda  Vittorio Emanuele II, che non solo fu padre della patria, ma che regnava quando  il “suo” Parlamento decise di  approvare la costruzione dell’arsenale spezzino.

La memoria storica è selettiva e la selezione  dipende da scelte politiche. Il Croce di Malta, (meglio sarebbero i Croce di Malta perché furono più di una le costruzioni che successivamente ospitarono il grande albergo cittadino)   fa parte di quel passato legato alla Regia Marina, ai Savoia, che molti vorrebbero dimenticare, a favore di altre narrazioni, più “politicamente corrette”. La Spezia  era  il Porto militare del Regno  dove venivano  varati ed allestiti corazzate , sommergibili,  ,  nel cui golfo gli idrovolanti per la prima volta si alzarono in cielo; dove  venivano  fusi e  collaudati cannoni di ogni calibro; dove  furono progettate  e  sperimentate le prime armi subacquee:  una città nata  e sviluppata principalmente   per la guerra e con la guerra, di cui il Croce di Malta, in cui soggiornavano regnanti, ambasciatori e addetti navali, oltre che  artisti e scrittori,  era uno dei simboli . Poi i bombardamenti della seconda guerra mondiale  posero fine a tutto.

 Quel grande appartamento al Croce di Malta,  fino a luglio   di proprietà della Provincia , avrebbe potuto e potrebbe ancora essere un  centro di agglutinamento  per la cultura ; un luogo in cui riannodare passato e futuro attraverso il pensiero e la creatività .

 Ne avevano fatto, prima di  metterlo in vendita, un luogo di promozione dei prodotti tipici locali, prendendo alla lettera il concetto di cultura materiale in cui qualche  assessore  si era imbattuto  leggendo svogliatamente un  risvolto di copertina  tra una riunione e l’altra.

I giardini  pubblici  invasi dalle auto,  il Centro Allende in degrado, piazza Verdi scempiata; il Croce di Malta ha seguito il medesimo destino.  What else?

 

387928_2714031422851_274414295_nGiorgio Di Sacco Rolla, laureato in storia della filosofia moderna e contemporanea  a Pisa,  insegna filosofia e storia  al   liceo Classico Lorenzo Costa. Fa parte del direttivo provinciale di Italia Nostra. Abita,  dalla nascita,  al Croce di Malta.

 

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