Porto Venere, il gruppo di opposizione: “La verità sul bilancio 2015. L’addizionale Irpef è illegittima”

PORTO VENERE– E’ innegabile che da parte dello Stato negli ultimi anni vi sia stata una sempre più marcata diminuzione dei trasferimenti di risorse agli Enti locali. Peraltro sono proprio i momenti di difficoltà che devono far emergere le qualità di un valido amministratore della cosa pubblica.
Non ci sembra questo il nostro caso. I tagli governativi di cui parliamo erano tutti previsti da tempo ed un’Amministrazione prudente ed oculata si sarebbe attenuta al detto popolare “S’a ne ghe n’è a ne se ‘n spenda”, non avrebbe invece impiegato l’anno 2015 a spendere e spandere per poi, solo ad agosto, accorgersi di non riuscire a far quadrare i conti.
Una delle prime delibere assunte del 2015 dall’Amministrazione Comunale di Porto Venere ha istituito lo Staff del Sindaco (mai esistito prima nel nostro Comune, non rilevandone la necessità), atto che ha determinato la modica spesa di € 26.800,00 annui, una delle ultime ha definito indirizzi per attribuire un “incaricuccio” esterno per la ricognizione delle aree demaniali marittime per l’ambito in gestione al Comune da € 14.500,00 (ma non potevano farlo i nostri uffici? O sono sempre troppo oberati?), in mezzo, come risulta dagli atti del bilancio 2015, spese per rappresentanza, convegni ed altro previsti per il modico importo di € 250.000,00 (circa mezzo miliardo delle vecchie lire).
Si vuole far capire è che, in un momento di così particolare difficoltà per i cittadini, una gestione delle risorse più attenta e soprattutto meno sbruffona avrebbe evitato un ulteriore aggravio ai conti delle famiglie.
L’addizionale comunale istituita dal Sindaco Cozzani (0,8%, cioè il valore massimo applicabile) porterebbe € 425.000,00 alle casse comunali, e graverebbe, come al solito, soprattutto su lavoratori dipendenti e pensionati. Parliamo di una stangata (tra saldo ed acconto) da un minimo di circa 187 euro a contribuente, questa è la soglia minima per chi ha un imponibile fiscale (quindi al lordo delle tasse, non netto in tasca) di 18.001,00, cioè un qualsiasi lavoratore dipendente, magari con coniuge e figli a carico e pure in affitto. E abbiamo dovuto pure sentire, durante il Consiglio Comunale, il Sindaco affermare spudoratamente di aver tassato soltanto “chi se lo può permettere”. Ma in quale bel mondo vive Matteo Cozzani?
Ma siccome il diavolo fa le pentole e non i coperchi, questa stangata rimarrà solo virtuale, visto che l’arroganza dell’Amministrazione si accompagna ad una sconcertante ignoranza amministrativa. Infatti il provvedimento consiliare di istituzione dell’addizionale IRPEF è stato emanato il 10 agosto, ben oltre il termine ultimo per l’approvazione del bilancio preventivo, cioè il 30 luglio. Come abbiamo sostenuto in Consiglio Comunale, depositando le relative sentenze di TAR (Catanzaro n. 473/2014) e Consiglio di Stato (n. 3817/2014), questo ritardo rende assolutamente illegittime le delibere approvate dall’Amministrazione Cozzani, inerenti TASI, IMU ed appunto l’addizionale IRPEF. E’ importante evidenziare come il ricorso al TAR per l’annullamento della delibera di un comune che aveva solo modificato l’aliquota di un tributo dopo il termine di legge non fu opera dell’opposizione consiliare o di un comitato, bensì del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Altro aspetto da segnalare è la conferma della sentenza del TAR di annullamento della delibera dal Consiglio di Stato.
Quali conseguenze si rifletteranno sul Bilancio 2015, approvato dalla maggioranza nonostante la previsione, nelle voci di entrata, di quei 425.000,00 € di addizionale IRPEF che non ci saranno? Chi pagherà il salato conto dell’incapacità della Giunta Cozzani? E parliamo di un bilancio di previsione che già presenta più ombre che luci, con il ritorno all’indebitamento (oltre 800.000,00 € di mutui), dopo averci raccontato sino allo sfinimento che quest’Amministrazione, essendo composta da fenomeni contabili, avrebbe realizzato le opere pubbliche con gli utili di bilancio. Infatti di opere pubbliche, in questi oltre due anni di mandato, non ne abbiamo vista alcuna.
Cercheremo di seguire attentamente l’evolversi della questione, nell’interesse della collettività.

Il Capogruppo del gruppo consiliare “Per Porto Venere”
Massimo Nardini

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