Lunigiana: la camorra bacia le mani

Che l’ecomafia in Toscana sia ormai una realtà radicata, lo sanno anche i più scettici, spesso capeggiati da prefetti disattenti, e Arezzo ne sa qualcosa. Oltre a questa, anche città come Massa Carrara hanno annoverato la stipula da parte di emissari dei casalesi dei primi patti stretti con massoneria e imprenditoria. Ma è prassi diffusa, da parte di coloro che frequentano i palazzi del potere, ricorrere a ogni mezzo possibile e immaginabile per sconfessare la più evidente delle realtà.
Ne sa qualcosa Giulio Milani, scrittore, autore de “La terra bianca. Marmo, chimica e altri disastri“. Probabilmente la penna di Milani ha versato inchiostro nella ferita ancora lacera e aperta all’interno del tessuto connettivo di Loris Rossetti, già sindaco di Fivizzano ed ex consigliere regionale, bocciato alle ultime elezioni regionali, il quale sulla propria bacheca Facebook ha preannunciato una querela per diffamazione nei confronti dello scrittore.

Giulio Milani, sempre sul medesimo social network, poche ore prima, aveva scritto: “Ieri ho fatto una presentazione de La terra bianca a Equi Terme. Torno con dolore e sgomento nel cuore. Si deve constatare, purtroppo, – continua Milani – come anche a Equi Terme il grumo di potere dei marmisti-leninisti abbia deciso di affossare albergo e terme (l’albergo ha chiuso, la piscina termale l’anno prossimo non riaprirà) pur di dimostrare che solo il marmo può offrire qualcosa all’economia del posto. Intanto il fiume è intasato di detriti, col letto che sale ogni anno di più, la pulizia dell’alveo demandata alla buona volontà degli abitanti, i passaggi di tir saliti da 20 a 50 al giorno con l’incremento dei volumi estratti (ma non basta, li si vogliono triplicare!), e la marmettola sta asfissiando le grotte di Equi e tutto il sistema carsico del luogo.Giulio Milani conclude: “Un disastro non solo annunciato, ma scientemente perseguito. Loris Rossetti (Pd), il ras della Lunigiana, è il responsabile politico di questo sfacelo. La camorra dei Casalesi, presente nel movimento terra e negli appalti delle opere di ausilio alle cave, bacia le mani.” Questo è il passaggio incriminato. Una semplice riflessione, quella di Milani, niente di più. Se qualcuno però prova a parlare di traffico illecito di rifiuti o danni ambientali, i politici, compresi gli ex, da queste parti s’inalberano. Nel 2013 fu bacchettato addirittura il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti. Il capo della Dna aveva osato dire che: “Dopo aver smaltito al Sud per vent’anni i rifiuti tossici prodotti al Nord, ora la camorra napoletana sta portando i rifiuti campani altrove, in primis in Toscana…Le indagini sono in corso… Questo business si fonda inoltre su rapporti tra criminalità organizzata e massoneria”. Roberti parlò anche di Prato e le repliche stizzite di esponenti del Pd e Forza Italia, stranamente sodali tra loro, non si fecero attendere. L’attuale sindaco della città toscana, Matteo Biffoni, nella circostanza tuonò: “Se sei il procuratore nazionale antimafia, prima di dire una cosa simile, riflettici. Sennò è bomba libera tutti per davvero“. Sulla stessa lunghezza d’onda di Biffoni furono anche le dichiarazioni dell’onorevole Antonello Giacomelli, Pd, e del senatore Riccardo Mazzoni, Forza Italia. Che dire, ultimamente la politica ha preso questa deriva. Si tenta di zittire le voci fuori dal coro con minacce e querele.
Eppure, come dice Milani, il territorio è stato realmente devastato. Il paese di Equi Terme, frazione del comune di Fivizzano, in provincia di Massa Carrara, nella parte orientale della Lunigiana, sorge sulle pendici del Pizzo d’Uccello. Situato alla confluenza del torrente Fagli con il Lucido, Equi Terme è un centro importante delle valli dominate dalle Apuane settentrionali. Equi deve il suo nome ai bagni termali esistenti fin dall’epoca romana. Si tratta di un gioiello incastonato in un contesto paesaggistico caratterizzato dalle profonde e strette valli, con spettacolari fenomeni d’erosione: il Solco di Equi, un piccolo canyon formato dal Lucido, e le grotte in parte visitabili: la Buca e la Tecchia, abitata sin dal periodo preistorico dall’uomo di Neanderthal. Ora, la marmettola (la finissima polvere di taglio del marmo) ha invaso anche le grotte di Equi. Insomma, di questo passo la Toscana rischia di perdere una perla di rara bellezza. L’effetto della marmettola è pari a quello cemento, e tutto ciò avviene all’interno del sistema carsico delle Apuane. Le stime parlano di circa 50 mila tonnellate di quella poltiglia dispersa ogni anno nel comprensorio apuano. Che la mafia, poi, sia presente in quelle zone non è certo una novità. Non solo la camorra, anche la ‘ndrangheta è molto attiva nella provincia di Massa Carrara. In Lunigiana, ad Aulla e a Licciana Nardi, ci sono quattro beni confiscati alla criminalità organizzata. Nonostante tutto, chi amministra quei territori è distratto e non bada mai a queste presenze. Parlate di tutto ma non di mafia, è la parola d’ordine. Non bastano le continue operazioni delle Forze di polizia a far destare dal torpore quella classe politica. Anche la Dia recentemente ha eseguito arresti e sequestri importanti. Non solo appartenenti alla ‘ndrina dei Romeo-Siviglia, da quelle parti è stato individuato, all’inizio dell’anno, anche Alfonso Diletto, uomo di punta e tesoriere della cosca dei Grandi Aracri, quella della famosa indagine Aemilia. Questa è sicuramente una novità sfuggita ai più. I Grande Aracri sono una potente ‘ndrina, originaria di Cutro, che ha messo radici in Emilia e nella bassa Lombardia, e si occupa di varie attività, tra le quali, edilizia e movimento terra, giustappunto. Lo spostamento di residenza da Brescello a Massa, avvenuto circa due anni fa, di uno dei suoi boss e dei suoi affari, è un fatto di rilievo, soprattutto se ciò avviene in una zona controllata da un “locale” di ‘ndrangheta, facente capo appunto alla famiglia Romeo-Siviglia, operante nella limitrofa Sarzana, in provincia di La Spezia.

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