Dragaggio e bonifica del Golfo: chiarezza, ma anche rigore da parte di tutti (di Marco Grondacci)

LA SPEZIA– In questi giorni continuano le iniziative e i comunicati sulla vicenda dragaggi e sito di Pitelli. Credo ci sia però la necessità di precisare come non sia sufficiente dire o scrivere che la autorità portuale non ha svolto bene i dragaggi o che non è trasparente….. bisogna avere la onestà e il rigore di analisi per rilevare:

1.che la autorità portuale ha pubblicato molti documenti in queste ultime settimane che prima non aveva mai pubblicato (vedi QUI). Non solo ma in quella sezione la Autorità Portuale ha avuto modo di rispondere anche al sottoscritto (vedi QUI) e a mia volta ho replicato QUI;

2. quali sono i documenti i rapporti e gli studi che mancano ad oggi. Io ho provato a spiegarlo QUI, ma la questione va sicuramente approfondita ulteriormente;

3. che nei documenti pubblicati ci sono contraddizioni ma queste contraddizioni vanno indicate con precisione e non con battute generiche. Francamente ad oggi a parte quello che sono riuscito a scrivere io non ho letto alcuna critica adeguatamente argomentate nel merito alla documentazione presentata dalla Autorità Portuale. Non lo scrivo per presunzione ma con preoccupazione perché se è vero che sui dragaggi le cose non sono ancora chiare è altrettanto vero che il fronte critico non ha brillato fino ad ora per sviluppare alternative scientificamente credibili;

4. che una cosa sono le eventuali responsabilità della autorità portuale per i dragaggi altra questione è la omessa bonifica dell’intero sito di Pitelli compreso il golfo, perché in questo secondo caso le responsabilità sono del ministero dell’ambiente e del governo (quando il sito era di interesse nazionale) e della Regione e Comuni interessati a cominciare da quello di Spezia (da quando il sito è regionale). Sulle responsabilità quindi bisogna fare chiarezza altrimenti dalla critica si passa alla confusione totale o peggio ancor alla rissa inconcludente;

5. che la zona del molo Garibaldi (area dell’ultimo discusso dragaggio) è, secondo i dati ICRAM (studio di caratterizzazione della parte a mare del sito di Pitelli) fortemente inquinata da sostanze chimiche pericolose. Quindi non è vero come ho letto, anche in documenti ambientalisti, che la zona era poco inquinata;

6. che bisogna avanzare anche delle proposte di azione per affrontare il vero tema di tutta questa vicenda: la gestione del potenziale rischio ecotossicologico nel sito di Pitelli, la bonifica dell’intero sito a cominciare dal golfo comprese le aree militari;

7. che per impostare quanto scritto al punto 6 non servono i discorsi ma bisogna fare due cose
7.1. ripensare la scelta della declassificazione del sito (senza i soldi dello stato non ci sarà mai bonifica)
7.2. coinvolgere nella bonifica soggetti imprenditoriali importanti che hanno contribuito ad inquinare il nostro golfo, che sono ancora presenti nel nostro territorio, che potrebbero essere interessati a nuovi investimenti : enel, eni, snam tanto per non fare nomi. Ma anche altri soggetti privati utilizzando le procedure semplificate e premiali previste soprattutto per siti di interesse nazionale ma anche, in misura minore, regionale.

Una prima ipotesi di lavoro è emersa dalla mozione approvata in Consiglio Regionale della Liguria qualche giorno fa (vedi QUI), ma ovviamente è una mozione e andrà attuata seriamente fin dalla fine della pausa ferragostana.

Nel frattempo tutti devono tenere un comportamento rigoroso nel senso sopra descritto, certo a cominciare dalle istituzioni interessate (AP, Comune, Regione, Arpal) magari coinvolgendo chi non lo è stato adeguatamente fino ad ora pur avendo importanti competenze (es. Enea), ma lo stesso comportamento rigoroso devono tenere quelli del fronte critico, associazioni ambientaliste incluse.

La partita in gioco è enorme riguarda il nostro ecosistema principale: il golfo di Spezia. Quindi massimo rigore scientifico, massima trasparenza amministrativa, massimo coinvolgimento di tutte le istituzioni e della comunità locale.

Post originale: notedimarcogrondacci

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