Il richiamo di Mangia Trekking: “Si facciano interventi adeguati sulle Capanne abbandonate”

L’alpinismo lento è l’attività turistico – culturale che forse meglio di ogni altra, oggi è capace di portare le persone a conoscere ed a vivere con continuità i luoghi verdi, soprattutto quelli ricchi di cultura e tradizioni. Luoghi che divengono palestre, atenei e  teatri naturali.
Per questo l’associazione Mangia Trekking desidera richiamare l’attenzione delle autorità competenti e delle comunità della Lunigiana storica, circa il pessimo stato di conservazione di alcune Capanne degli alpeggi, recuperate attraverso ingenti finanziamenti  pubblici soltanto pochissimi anni or sono (tre – quattro).  L’associazione dell’Alpinismo Lento è spesso presente in quei luoghi e si muove con continuità nell’ottica di valorizzare e promuovere i territori ed esserne sempre più un valido strumento di monitoraggio. Infatti a suo tempo aveva osservato con attenzione le iniziative per recuperare quei siti ubicati negli alpeggi, lungo antichissimi sentieri, che partendo dai piccoli paesi a fondo valle, giungono sulle montagne dell’Appennino Tosco Emiliano. In realtà nella circostanza, aveva anche osservato con qualche riserva l’ enfasi, di molti che correvano ad apparire, ad esporre i loro meriti e le loro conoscenze.  Ma l’associazione Mangia Trekking che nacque dove la vita è difficile e tutti i suoi suoi risultati si misurano nel tempo, decise comunque, come ben conoscono alcuni esercizi di ristorazione e di ricezione turistica locale,  di partecipare con le proprie attività alla valorizzazione del territorio. Tante iniziative di alpinismo lento distribuite nel tempo e sempre ben documentate da importanti organi d’informazione.  Nel contempo si impose anche di osservare come venivano programmate le manutenzioni e le attività che avrebbero dovuto garantire e consolidare la reale promozione turistica di quei luoghi.

Purtroppo l’ultima bella attività domenicale di Mangia Trekking, da Iera verso le capanne di Garbia e dei Tornini con ritorno, sembra confermare, ancora una volta,  una triste realtà. Quando le luci ed i riflettori si spengono, non rimane più nessuno. Così l’associazione Mangia Trekking, a titolo di contributo positivo e concreto, tra le tante cose (relative allo stato di conservazione interno delle capanne ),  mentre sottolinea che la vegetazione sembra andar  inghiottendo le capanne di Garbia e la strada bianca che conduce ai Tornini  è interrotta da una grossa frana, auspica interventi adeguati, e pone un quesito a coloro che hanno la responsabilità giuridica dei controlli, delle verifiche e delle relative manutenzioni. La lungimiranza e l’intelligenza impongono che i risultati si misurino nel tempo.

 

 

 

 

 

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