Quartiere Umbertino, mercoledì 5 il secondo appuntamento con “VOCI” di Francesco Tassara

LA SPEZIA– Prosegue la rassegna VOCI un progetto di arte partecipata dell’Associazione Labulè in collaborazione col Centro Giovanile Dialma Ruggiero, condotto da Francesco Tassara. Mercoledì 5 agosto alle ore 21 e 30 sarà proiettato in Piazza Brin il secondo di quattro cortometraggi che prendono ispirazione da storie del Quartiere Umbertino.

La trama del secondo episodio: Agnese, giovane maestra elementare, trova per strada un vecchio diario abbandonato e inizia a leggerlo. Con sorpresa scopre che l’autrice è una coetanea vissuta nel Quartiere Umbertino negli anni della seconda guerra mondiale; un quartiere e una Piazza Brin sconvolti dai bombardamenti, luogo controverso, condiviso da fascisti e partigiani, dove il teatrino della chiesa, con l’attività teatrale portata avanti per iniziativa di Don Mori, rappresentava un’isola di pace ma al contempo un costruttivo specchio dei drammi contemporanei. Le emozioni e le intense parole contenute nelle antiche pagine non rappresenteranno per la giovane solo un emozionante viaggio nel passato, ma anche e soprattutto un confronto col proprio io e un inaspettato stimolo per affrontare personali problematiche del presente.

Che cos’è VOCI? Le voci sono quelle che ogni giorno ascoltiamo (o che dovremmo ascoltare) dalle persone che ci circondano. Quante volte incrociamo lo sguardo della stessa persona per strada, quasi come fosse un’abitudine vederla, quasi un complemento d’arredo stradale del quartiere in cui si vive, senza però saperne nulla? Magari ha voglia di parlare, di aprirsi, forse ne ha proprio bisogno. Conosciamo avvenimenti dell’altra parte del mondo ma spesso non sappiamo cosa fa né cosa pensa il nostro vicino. Considero VOCI un esperimento inedito di arte partecipata, in cui ognuno, al di là delle sensibilità e attitudini, ha potuto partecipare. Attraverso il dialogo con amici e conoscenti, residenti o che in qualche modo hanno a che fare con la vita del Quartiere Umbertino, sono stati creati quattro differenti piccoli gruppi di lavoro che hanno raccontato in maniera informale il proprio vissuto. Guidati dal sottoscritto, e introducendo loro le minime regole (anche se le regole l’arte non le necessita) su come si crea un breve testo che poi diventerà la sceneggiatura di un video di finzione, abbiamo trasposto queste storie in cinema, precisamente in quattro differenti cortometraggi di fiction, spesso improvvisando, che assemblati, insieme costituiranno il film VOCI. Quattro racconti che s’ispirano alle realtà del quartiere, ora leggeri ora commoventi, uniti dal filo conduttore del dialogo: parliamo per conoscerci e per vivere meglio. Anche la “realtà” ha un peso rilevante nella struttura di VOCI. Qual è la realtà? Quella che ci appare a prima vista?, o quella che scopriamo indagandola?, quella che ci suggeriscono le testimonianze altrui?, quella offerta dalla razionalità o quella dei sentimenti? Non importa se ogni tanto qualcuno guarderà in macchina o se la recitazione non sarà perfetta. Quello che importa sono il cuore e l’impegno. La bellissima “Fontana delle Voci” di Mirko Basaldella, che campeggia nel centro di Piazza Brin, con le sue bocche che la avvolgono dal basso verso l’alto, e rivolte in ogni direzione, opera d’arte-simbolo di un invito al dialogo, ha ispirato il titolo del progetto.” (Francesco Tassara)

 

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