Sbicchierata privata o promozione dei vini locali? Lo strano caso della associazione Tuttifrutti di Fiasella e c.

fiasella

Mia nonna faceva dei ravioli buonissimi usando ingredienti della sua fattoria ma non sapeva che quando andavamo da lei in massa nipoti e amici, non stavamo “scroccando” un pranzo ma “promuovendo il territorio”.

La differenza tra pubblico e privato è tutta qua. Un pranzo è soltanto un pranzo, meglio se gratis, una tavola imbandita per far conoscere prodotti tipici, invitando non amici e parenti ma operatori, agricoltori e giornalisti è un evento che produce un effetto positivo per l’economia locale e forse anche per la cultura del territorio. Chi la organizza non ne trae un beneficio personale ma usa gli strumenti che ha in mano per fare qualcosa di utile per la comunità; certo per fare questo serve una comunicazione efficace, un luogo adatto, una direzione capace, progetti continuati e un po’ di chiarezza e di trasparenza sulle nomine e magari anche nei bilanci. Specie se hai anche finanziamenti pubblici a fronte di un così nobile obiettivo.

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L’associazione TuttiFrutti Onlus privata, nasce nel 2009 da un’idea (buona) dell’ex assessore provinciale all’agricoltura Barli per promuovere i prodotti tipici; lui si è inventato la Fattoria in Piazza e tantissime altre iniziative per lanciare il turismo e l’economia locale che a distanza di tempo, continuano a funzionare; durante il suo mandato l’associazione ottenne dalla UE 200 mila euro per la ristrutturazione del Croce di Malta, in particolare per la Sala Rossa, ed ebbe l’utilizzo in comodato della struttura, pare in esclusiva.  Tra i fondatori ci sono anche persone non strettamente legate al mondo agricolo, come la Viviana Cattani della UISP per esempio; l’associazione continua a essere guidata fino al 2012 da Barli poi ne prende le redini Marino Fiasella, all’epoca e fino a un tempo recente, Presidente della Provincia. Che come sappiamo finito il mandato rimane all’asciutto senza neanche un posto in un CDA di qualche partecipata, Acam o altro, insomma resta fuori dai giochi non solo della politica.

Defilato, vittima del suo stesso personaggio un po’ snob, ha promosso però iniziative lodevoli, escursioni sul territorio e incontri con la sua associazione Ambiente vivo, che ha tra gli iscritti soprattutto dipendenti della Provincia. Tuttifrutti e Ambientevivo hanno ideali molto belli e nobili e lì forse Fiasella ha trovato la sua oasi pensionistica.  L’importante è capire dove finisce l’una e dove comincia l’altra.

Del Croce di Malta si sa solo che è attualmente in vendita, a beneficio della Regione perché gli uffici sono passati al nuovo ente dal 1 luglio, notizia che forse valeva la pena che qualcuno sottolineasse un po’ meglio. Nell’assenza assoluta di spazi per la cultura, nel monopolio di alcuni luoghi pubblici, avere quell’appartamento meraviglioso ristrutturato e con una terrazza strepitosa, sarebbe stata una manna per le associazioni della città. Ma ci voleva un amministratore come si deve a puntare i pugni sul tavolo e impedire fisicamente che la Provincia o la Regione ne facesse carne (magari tipica) da macello.

Fiasella non è il tipo che si sporca le mani se non per differenziare l’umido dal secco, per fare una battuta, non è cioè uomo che impugna le cause, non è un intellettuale engagé, è un simpatico signore di cultura, alla soglia dei 60 ma ancora piacente, che sulla vendita del Croce di Malta non ha alzato un dito.

E TuttiFrutti? Rimane lì. Continua ad avere il comodato d’uso per promuovere prodotti del territorio ma come sottolineato dalla Coggio sul Secolo, queste cene non sembrano essere solo pubblicitarie. A meno di non intendere ogni cena o ogni sbicchierata tra amici che possiamo fare tutti, come momenti di “lancio turistico” perché se così fosse i locali del centro o il Boss sarebbero frequentatissimi da una gran quantità di operatori turistici.

Chi saranno stati allora, i beneficiari di questa cena la sera del palio, a cui hanno partecipato,pare, molti aderenti all’altra associazione di Fiasella Ambientevivo? Chi l’ha promossa? Dove sono i comunicati stampa?  Di questa cena parla l’articolo della Coggio, cena che tanto sociale non sembra essere a meno di non intendere  sociale come “social” visto che molti dei banchettanti hanno pubblicato su facebook le foto dei fuochi da lì, proprio dal lussuoso appartamento, mentre noi plebei li guardavamo dal molo Italia.

Ritorna la domanda: cosa differenzia il pubblico dal privato? Cosa fa sì che il mio operato sia a vantaggio della comunità e non un semplice uso personale e privato di spazi pubblici?

Siamo sicuri che Fiasella questa distinzione la conosca molto bene perché la sua storia in fondo è quella di un amministratore  che non è mai stato criticato per manchevolezze, e siamo sicuri che non abbia preso un solo euro di contributo per questa cena poco sociale dalla Regione; nel caso, se lo ha fatto, che restituisca le chiavi dell’appartamento immediatamente  portandosi via i bicchieri. Vuoti.

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