Piazza Verdi: tra due litiganti, il terzo non gode…

LA SPEZIA– Tra i due litiganti questa volta, il terzo “non gode”. Nell’ormai eterna disputa su Piazza Verdi, che vede ancora una volta scontrarsi due poteri dello Stato, quali il Ministero dei beni culturali e l’Amministrazione della nostra città, la terza parte, ovvero i cittadini, è quella più ignorata, bistrattata e spesso anche derisa. Sono anni che essi non vengono ascoltati.
Eppure, tra di loro, ci sono anche portatori di interessi, che, a causa dei lavori perenni e delle scelte insostenibili legati all’inutile rifacimento di quella Piazza, stanno rischiando di perdere tutto; ad esempio i commercianti, per altro lasciati in un buio desolante durante la sfilata del Palio, a causa della poco efficiente illuminazione.  Sono loro a pagare l’inefficienza organizzativa di questo Comune, che in questa triste vicenda  fatta di Ricorsi al Tar, Consigli di Stato,  forzati stop ai lavori sta mettendo letteralmente in ginocchio la città. Persino i ritrovamenti che hanno causato questo ennesimo fermo sono una responsabilità diretta dell’Amministrazione che, se avesse fatto a suo tempo l’archeologica preventiva, oggi si troverebbe in ben altra posizione pratica e giuridica.
Eppure noi cittadini dei comitati queste cose le avevamo dette e scritte. Chi ci ha ascoltato? Federici ? Mori? Ruggia? O qualcuno degli strapagati tecnici e funzionari che occupano il palazzo? Perché a suo tempo fecero tutti “orecchie da mercante”. E perché a suo modo fece “orecchie da mercante” anche la locale Soprintendenza, che, diciamolo chiaro, in tutta questa vicenda le sue colpe le ha eccome! Le ha, per esempio,per avere bloccato la parte centrale della piazza, autorizzando però il Comune a lavorare sulle parti laterali.

Un decisione semplicemente “astrusa” e priva di ogni logicità. Un progetto o è compatibile nella sua interezza ad un luogo, o non lo è! Ci auguriamo, che finalmente, almeno questo nostro concetto  già espresso a suo tempo venga recepito dal Ministero e dalle Soprintendenze. Piazza Verdi non è il luogo più adatto ad ospitare uno stravolgimento di stile “Vannetti-Buren”. Non lo è ne nella parte centrale, ne su i suoi altrettanto storici marciapiedi!

Ci piacerebbe anche porre ai nostri amministratori una piccola domanda.
Premesso che tutti noi siamo favorevoli ad ogni forma di pedonalizzazione della città e che se dipendesse da noi realizzeremmo un enorme parcheggio gratuito in periferia obbligandovi tutti i non residenti  a lasciarvi la propria auto facendoli spostare per la città con dei bus navetta… Ma se chiudete al traffico Piazza Verdi e strutturate questa chiusura in modo irrevocabile, ponendovi cioè architetture stabili e irremovibili, come i famosi archetti colorati e tutto il resto, poi  una serata come quella di domenica scorsa, con Viale Italia chiusa al traffico per festeggiare il Palio la città non se la potrà più permettere. E’ solo un esempio, perché ovviamente chiudere al traffico in modo stabile Piazza Verdi ha ben altri risvolti, anche più seri e drammatici come quelli legati alla sicurezza e alla gestione delle emergenze, ma intanto, solo per fare un esempio : al Palio e alle manifestazioni che riguardano Molo e Viale Italia ci avete pensato? Per intenderci : chiusura al traffico sì, però  non con strutture stabili come previsto nel progetto Vanneti-Buren, ma solo con divieti… questa volta fatti rispettare! In una città come La Spezia lo “slargo Verdi” deve rimanere agibile!

Sarebbe, a nostro parere, utile aprire un confronto tra le varie parti in causa (Ministero, Sopritendenza, commercianti, Comitati e Associazioni) per trovare un accordo, un progetto realmente condiviso da tutti,qualcosa di realizzabile veramente nel giro di pochi mesi, per uscire da questo impasse che sta tenendo una città semi-bloccata da oltre due anni.

Comitato Piazza Verdi,
Legambiente,
Coordinamento Quartieri del Levante,
Italia Nostra

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