Guerri: “La Spezia senza l’hospice, la carenza più grave”

LA SPEZIA– La mancanza di un hospice nel territorio spezzino è una delle carenze, forse la più grave, che la lista civica “Per La Nostra Città” da sempre denuncia. Alla luce della situazione che abbiamo vissuto in questi anni nell’Asl 5, possiamo dire che le valutazioni positive riguardo la programmazione sociosanitaria sono pressoché inesistenti, perché abbiamo avuto solo una contrazione del personale, dei posti letto e una diminuzione dei servizi essenziali. Uno dei problemi più gravi riguarda i servizi per i malati terminali. Oltre a non esserci un hospice in tutta la provincia della Spezia, le cure palliative sono state possibili soltanto grazie alla Fondazione Carispe, che attraverso il sostegno all’associazione Ghirotti le ha garantite a coloro che le hanno richieste. Abbiamo motivo di ritenere che questa situazione sia fuori della civiltà e forse anche della legalità, se teniamo conto della normativa sociosanitaria e dei livelli essenziali di assistenza. Intanto la gente continua a soffrire e a morire senza neppure il rispetto della dignità. Questa situazione ha precise responsabilità in coloro che in tutti questi anni hanno dato l’impressione di ricordarsi della sanità solo per annunci e tagli di nastri, dimenticandosi degli obblighi che corrispondono ai doveri di cura stabiliti dalla legislazione vigente. Questo in particolare con riferimento ad alcune patologie. Dobbiamo ringraziare il dottor Di Alesio per aver promosso la mobilitazione dei cittadini arrivata per ora a duemila firme per chiedere l’hospice alla Spezia. Questa sensibilità che la comunità spezzina ha già espresso alcuni anni fa, quando raccogliemmo dodicimila firme contro lo spostamento di traumatologia e ortopedia a Sarzana, dimostra il divario che c’è tra una città che vuole una sanità pubblica dignitosa e funzionante e coloro che l’hanno governata, siano essi politici o manager. Abbiamo appreso positivamente durante l’audizione in commissione sanità dello scorso 31 luglio che la Fondazione Carispe ha confermato la disponibilità a realizzare nove posti letto per attivare un servizio di hospice nella palazzina di via Fontevivo. Sono stati spesi circa due milioni di euro per rendere possibile la disponibilità di una struttura dove i malati più gravi potrebbero accedere a questa forma di cura. È inaccettabile che non si trovino i soldi per garantire che questo servizio possa esistere e funzionare. Fuori da ogni campanilismo, evitando che la questione si riduca a una schermaglia fra coloro ai quali dobbiamo il fatto che sino ad oggi non vi sia un hospice né alla Spezia né a Sarzana e che ora, perse le elezioni regionali, si dividono fra chi difende a spada tratta la programmazione sanitaria vigente (che esclude l’hospice alla Spezia) e chi adesso prova a rinnegare dopo aver concorso a costruirla e averne fatto la difesa d’ufficio. Non si possono creare difficoltà a persone che stanno morendo, che devono essere curate ed assistite nel fine vita con la possibilità di avere i propri congiunti vicini. Questo è l’hospice. Se ci sono responsabilità per non aver garantito questo servizio ai cittadini, prima o poi qualcuno ne dovrà rispondere.

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