I flop dell’estate spezzina: 1.Le incomprensibili proiezioni sul Civico di Anima Theatre

Cominciamo la carrellata cittadina sui flop dell’estate spezzina che ci segnalate. Tutto il budget della cultura, come si sa, è stato versato allo Spazio Boss che fa concerti, mostre, vende birra e il resto della città è un deserto. Non c’è più nemmeno il cinema all’aperto, pochi i concerti in giro, zero mostre. Tutto tace forse per creare un clima d’attesa al mega evento della Marineria dove sicuramente le forze migliori della città si uniranno per questo che è stato salutato come qualcosa addirittura più grande della fiera di San Giuseppe.

Ieri sera al “Soccorso rosso” di Laspeziaoggi ci hanno avvisato che una “non meglio identificata” proiezione fatta male stava avvenendo sul Teatro Civico; a prima vista la situazione era di una tristezza infinita: non c’era nessuno a vederla, i pochissimi passanti neanche si giravano, e chi era alla consolle, a parte distribuire i fogliettini e mangiare pizza, non sapevano dirci assolutamente niente. Allora abbiamo inviato Anna Monteverdi, esperta di tecnologie a vedere di che si trattava per fare un resoconto che qua pubblichiamo.

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“L’intenzione era buona: si partiva, come recita dice il foglietto, dal racconto dei Teatri Storici della Liguria e quindi sarebbe bastato un mega schermo e una buona amplificazione. Ma no, bisogna fare le cose in grande, per cui un enorme proiettore (comunque di una potenza di lumen non sufficiente a coprire la luce dei lampioni e delle luci della banca) proietta sulla Facciata del Teatro Civico delle cose che non si leggono, delle immagini che non si capiscono, delle fotografie storiche purtroppo deformate dalla facciata del Teatro formata da pilastri, rientranze e sporgenze e dagli elementi decorativi. E’ il primo caso al mondo di documentario proiettato su un palazzo. E se non è mai stato fatto prima vuol dire che un motivo c’è: perché non funziona! O fai un videomapping (proiezione architetturale basata sul principio di una sovrapposizione aderente alla facciata, di video e animazioni con effetto dinamico, vedi foto a colori) pensato, progettato e perfettamente sagomato per la superficie architettonica (ma ciò è complesso) oppure nella semplice proiezione tutto si perde nelle angolature e nelle spigolature di pilastri e cornicioni rendendo illeggibile la narrazione, come in questo caso. Vorrei capire chi è il genio che ha organizzato questo orrore tecnologico senza prevedere gli aspetti negativi dati dal generale inquinamento luminoso e da una superficie che evidentemente non si prestava a una proiezione del genere. Il dubbio che si tratti di una cosa tanto per fare, per giustificare i soldi avuti da Regione, Banca San Paolo, magari Comune, sorge spontaneo; non c’è stata pubblicità, non c’era nessuno a vederlo e i passanti non si fermavano perché a differenza dei videomapping fatti come si deve e che producono un effetto spettacolare, questa cosa, spacciata per “spettacolo multimediale” non attirava proprio nessuno. La luce proiettata, da tanto era fioca, come ci ha detto una spettatrice, sembrava “l’abat jour lasciata accesa da qualcuno nei paraggi”. Il progetto, è stato realizzato anche se non compaiono nel libretto ma noi ci siamo informati dall’ufficio stampa, da Alpha version di Genova di Francesco Calzona e Luca  Serra.

Mi domando se chi coordina la cultura in questa città abbia visionato il tutto prima di dare l’ok, e chi ha dato l’autorizzazione a farla sapeva che questo sarebbe stato il risultato. Se l’obiettivo della cultura è quello di “valorizzare il patrimonio, comunicare il patrimonio” in questo caso si è ottenuto l’effetto esattamente contrario. Una buona idea, far conoscere i teatri storici è stata mal comunicata attraverso uno strumento creativo che non era adeguato come apparato di diffusione.

Si tratta del primo di una lunga serie di buchi nell’acqua dell’estate spezzina (continua)”

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Visual support, videomapping
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Proiezione del progetto Anima Theatre Sul Civico

 

 

 

A.Monteverdi è esperta di teatro e nuove tecnologie. Sta dedicando i suoi più recenti studi al videomapping e agli schermi urbani come forma performativa. Ha impostato su questi temi lezioni oltre che all’Accademia di Brera dove insegna dal 2004 alla Scuola di NuoveTecnologieal Dams di Imperia intervenendo come progettista di IAM per il Diraas di Genova, programma internazionale finanziato dalla UE dedicato alle tecnologie aumentate per i beni culturali. Recentemente ha partecipato al convegno della Sorbonne Nouvelle e Université du Québec:Acteur face aux ecrans proprio sul tema Media Façade and urban screens.Ha pubblicato sull’argomento interviste, saggi e articoli per volumi italiani e portali internazionali, tra cui Mappeando Superficies; Dal monumentismo digitale al videmapping teatrale.

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