Essere costruttori di un mondo nuovo: i 40 anni dell’Avvenire celebrati a Lerici con incontri e dibattiti

FullSizeRender (1)

I quarant’anni dell’Avvenire sono celebrati a Lerici in questi giorni (dal 25 luglio al 2 agosto) con il direttore Marco Tarquinio e molti ospiti e collegamenti internazionali e davanti a un folto pubblico. Ieri sera alla Rotonda Vassallo era presente anche il vescovo Mons. LUIGI ERNESTO PALLETTI a dare il benvenuto agli ospiti. Essere costruttori di un mondo nuovo è il tema prescelto per quest’anno scelto con il comitato organizzatore presieduto dal parroco don Paganini. Nella serata di lunedì l’ex vicedirettore Giorgio Paolucci e Wael Farouq docente all’Università Cattolica di Milano hanno disquisito sui temi legati alla convivenza di cristiani e musulmani in Medio Oriente. A questa serata hanno partecipato via skype anche il vescovo di Bagdad, una delle aree più calde del pianeta. Commuovente e condivisibile la scelta di Paolucci di far ascoltare le parole di perdono del fratello di un cristiano giustiziato dall’ISIS tra i 21 ostaggi egiziani e passato su tutti i canali mondiali. Qualcosa di inaspettato come la parola “JESUS” riconoscibile dal labiale e visibile dai primi piani dei condannati a morte. E’ una storia che si fa fatica a raccontare perché sembra impossibile pensare al perdono di fronte a una tale violenza ma, come Papa Francesco ha ricordato, siamo di fronte ai “Nuovi martiri della Chiesa cristiana” ed invoca l’attenzione della comunità internazionale. Questi fatti esattamente da un anno a questa parte stanno insaguinando il pianeta, dopo l’avanzata delle truppe dell’ISIS e la conquista di Mosul capoluogo della provincia di NINIVE.

Qui la precisa ricostruzione della rivista Left sull’avanzata del Califfato.

FullSizeRender

I dati relativi alla popolazione cristiana in queste aree mostrati da Paolucci fanno rabbrividire, si tratta di un esodo di massa soprattutto dall’Iran, Iraq e Siria,passando dal 15% della popolazione all’4% o perché una volta marchiati come “nazareni” con la sigla posta davanti alle loro case, i cristiani hanno poche alternative, o pagare una pesante tassa, o convertirsi all’Islam o uscire dalla città.

Advertisements
Annunci
Annunci