Tirreno Power: Quegli incontri clandestini tra azienda e sindacalisti in autogrill

VADO LIGURE– Lo sfogo della funzionaria regionale “abbandonata” dai suoi assessori, la prima, Renata Briano, perché candidata per le europee e l’altra, Raffaella Paita, “incattivita” dalla campagna per la presidenza della Liguria.
E poi gli incontri “clandestini” dei vertici di Tirreno Power con sindacalisti di fiducia per organizzare le proteste dei lavoratori. Sono alcune delle novità sorprendenti che emergono dalle carte depositate dalla procura di Savona nell’ambito dell’inchiesta sulla centrale a carbone Tirreno Power, indagine che vede 87 persone indagate per reati che vanno dal disastro ambientale all’omicidio colposo.

In un’intercettazione del 16 giugno 2014, Massimiliano Salvi, all’epoca direttore generale di Tp, parla con Andrea Mangoni, ex ad di Sorgenia e consigliere di Tp. Dopo il sequestro dello stabilimento ad opera della magistratura l’azienda cerca di trovare appoggi politici ma anche sindacali. Salvi racconta così che, grazie a Giuseppe Zampini, ad di Andsaldo Energia e presidente degli industriali genovesi, «ieri mattina all’alba mi ha fatto incontrare un sindacalista molto importante che non riesce nemmeno a parlare italiano… che parla tipo calabrese molto stretto però è il referente di Zampini e praticamente questo mi dice ma dottore che dobbiamo fare, occupare l’autostrada buttarci sulla ferrovia? Gli ho detto se decidete di farlo o lo fate adesso o non lo fate più no?». Per la procura è la dimostrazione che l’azienda ha cercato o pilotato anche le proteste dei lavoratori successive al blocco degli impianti dovuto al sequestro. L’intercettazione rivela anche di un rapporto decisamente particolare tra Zampini ed un dirigente sindacale.
In un’altra intercettazione dei primi di maggio del 2014 Gabriella Minervini, dirigente storica dell’ufficio Ambiente della Regione, nota per i suoi numerosi scontri con i politici in tema di tutela del territorio, con un amico si sfoga sulla sua solitudine mentre, oltre a Tirreno Power, deve affrontare altri casi scottanti come la discarica di Scarpino.

«Con quell’altra – e la Minervini si riferisce al suo assessore dell’epoca Renata Briano, civatiana del Pd che pochi giorni dopo venne eletta all’europarlamento – che non fa niente e mi dice “sai io fino al 25 maggio non posso fare niente, mi raccomando vai tu alle riunioni“. Ma va bene finché sono le riunioni… ma non posso mica andare a quelle con gli altri assessori… è fuori questa qua, non capisce, è un incubo… quell’altra ( Raffaella Paita, che sostituirà Briano ndr ) che è sempre più incattivita» e Minervini concorda sul fatto che veda calare le sue chance di essere eletta «più passa il tempo e capisce che è una corsa cominciata troppo presto e con il cavallo sbagliato… perchè essere sponsorizzati da Burlando in questo momento è quanto di peggio ci possa essere in Liguria no?».
Sempre a maggio, ma a fine mese, nel corso di una telefonata tra Minervini e Briano, gli inquirenti rilevano una situazione di tensione tra i tecnici Amiu determinatasi dopo l’avvio di un’inchiesta della procura su una parte della discarica di Scarpino soggetta a fuoriuscite di percolato e con problemi di stabilità. Annotano i carabinieri del Noe che le due donne «parlano della questione riguardante la stabilità della discarica di Scarpino, e del presunto timore che avrebbero i tecnici incaricati di effettuare le verifiche di stabilità dalla società Amiu di essere indagati dalla magistratura genovese».

 Marco Preve per Repubblica

(Fonte: www.nininliguria.it)

Advertisements
Advertisements
Advertisements