“… l’unica cosa di cui ho paura è che lo Stato mafioso vincerà…” 23 anni fa moriva Rita Atria

Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita. Tutti hanno paura ma io l’unica cosa di cui ho paura è che lo Stato mafioso vincerà e quei poveri scemi che combattono contro i mulini a vento saranno uccisi. Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi. Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi ma io senza di te sono morta. (Rita Atria)

Questo scriveva Rita Atria nel luglio 1992, dopo la morte di Paolo Borsellino, l’uomo che per lei, ragazzina di Partanna, di famiglia mafiosa alla quale si era ribellata, era diventato un amico, un padre, un punto di riferimento. Non riuscì, la giovanissima Rita, a sopravvivere al dolore, allo sconforto, alla sensazione di essere rimasta completamente sola e abbandonata. Possiamo solo immaginare la sua paura e la sua disperazione: Rita si gettò dalla finestra esattamente 23 anni fa, il 26 luglio del 1992, una settimana precisa dopo la strage di Via d’Amelio. Ma probabilmente quel 19 luglio morì anche lei, la ragazzina coraggiosa che andava contro la sua famiglia, la picciridda del Giudice. Un’altra vittima di uno Stato che non sa proteggere i suoi figli migliori.

www.ritaatria.it

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