Inaugurata la selfie area a Sarzana: l’opinione del filosofo Tommaso Ariemma

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Il sindaco Alessio Cavarra si fa fotografare nella prima selfie area italiana che ha inaugurato a Sarzana su suggerimento del massmediologo Klaus Davi. Le “selfie area” saranno situate in zone molto significative della città dal punto di vista monumentale e storico- culturale permettendo di promuovere, in questi scatti, microporzioni di città. Onestamente la notizia, criticatissima, non ci dispiace. Una volta tanto una trovata per promuovere il territorio usando gli strumenti che i giovani stessi usano. Certo, i commenti negativi e l’ironia in rete si sono sprecati, insomma, a quando la distribuzione dei bastoni per selfie al posto dei pass?

Abbiamo chiesto un parere autorevole sulla notizia a un notissimo filosofo, Tommaso Ariemma, trentacinquenne originario di Napoli, docente di Estetica all’Accademia di Belle Arti di Lecce e autore di numerosi libri legati anche all’estetica dei social, tra cui il più recente Filosofia della bellezza, da Platone ai selfie. Sviluppa le sue ricerche lavorando in ambito accademico ma anche conversando quotidianamente su Facebook con numerosi studenti, studiosi e appassionati. E’ reduce dal Festival di Popsofia. Filosofia del contemporaneo dove era in programma con Massimo Recalcati, Enrico Ghezzi, Achille Bonito Oliva e dove è intervenuto dissertando sulla filosofia di Breaking Bad. Era in vacanza e restando in tema di social, lo abbiamo raggiunto via facebook.

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Professor Ariemma, come le sembra questa idea di creare delle “selfie area” in città? 

A me sembra un’idea simpatica e un’intelligente operazione culturale, che ci dice in realtà qualcosa in più sul selfie: ovvero che è legato a un ‘area, a uno spazio ritagliato ed estetizzato. In fondo un legame sempre intuito e mai davvero saputo tra anima e luoghi. Dobbiamo ammetterlo: l’anima non esiste senza uno spazio e viceversa. Pertanto, per “animare” luoghi e territori, si può ricorrere provocatoriamente e strategicamente alla diffusa pratica del selfie, stigmatizzata spesso da intellettuali che poco comprendono i media e ciò che accade.

E legare i selfie anche a un ambito turistico e persino a un concorso con tanto di Sgarbi in giuria? Il selfie diventerà un formato d’arte, una nuova “narrazione mediale”?

Non necessariamente. Però potrebbe. Sicuramente “anima” e diffonde luoghi.“ La pratica del selfie non va demonizzata ma valutata criticamente e praticata con consapevolezza ed equilibrio.

Ma il selfie non produce una ipertropia di immagini nel già pieno media mondo?

Ma no. E poi non si è mai capito perché dovrebbe essere negativa l’esplosione delle immagini. Soprattutto del nostro affascinante. territorio

La notizia è stata molto criticata: non c’è il rischio che si renda tutto il paesaggio superficiale e banale e in secondo piano rispetto alle faccine stereotipate di chi si fotografa?

Invece io credo sia un’interessante strategia di promozione culturale soprattutto per i piccoli comuni, che spesso fanno fatica, date le esigue disponibilità economiche, a competere con quelli più grandi e noti. Infine, anche per la questione di ciò che va in secondo piano: a me pare che in secondo piano andrà proprio ciò che sta in primo piano nella foto, ossia il turista rispetto al luogo. Una sorta di rovesciamento del selfie stesso. La notizia è stata molto criticata anche e soprattutto da chi è a digiuno di cultura dei media e che appena sente la parola “selfie” comincia a irritarsi o a scandalizzarsi. Sempre più necessaria diviene un’educazione ai nuovi media e alle nuove pratiche.

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Tommaso Ariemma con (tra gli altri) Anna Monteverdi Ester Annunziata Angelo Maria Monaco:selfie alla fine della presentazione del libro di Ariemma alla Galleria d’Arte Foresta di Lecce.

207617 (1)Tommaso Ariemma, dottore di ricerca in Filosofia, insegna Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Tra le sue pubblicazioni più recenti:Immagini e corpi. Da Deleuze a Sloterdijk (Aracne 2010); Contro la falsa bellezza. Filosofia della chirurgia estetica (Il melangolo 2010); Estetica. Manuale per giovani artisti (Aracne 2012); Il mondo dopo la fine del mondo. Facebook, l’arte contemporanea, la filosofia (et al. 2012); Estetica dell’evento. Saggio su Alain Badiou (Mimesis 2012); Il corpo preso con filosofia. Body building, chirurgia estetica, clonazioni (Il Prato 2013); Canone Inverso. Per una teoria generale dell’arte (Villaggio Maori 2014).

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