Riduzione delle tasse? Clamorosa finzione. Una nota di Mario Bonelli

L’annuncio di questi giorni, da parte di Renzi, di una drastica riduzione delle tasse è una clamorosa finzione. Renzi ha definito il suo progetto di abbattere la pressione fiscale di 45 miliardi in tre anni, una “rivoluzione copernicana”, però questo  proclama ha tutto il sapore di un inganno per gli italiani, al fine di poter recuperare consensi, a seguito della grave emorragia di voti che sta subendo il PD. Infatti, a mio parere, lo stesso Renzi è a conoscenza che la riduzione delle tasse non è sostenibile, perché così facendo, incorrerebbe nelle procedure di infrazione e nei parametri, tanto amati dalla Germania, e sappiamo che Renzi un tale affronto non lo farebbe mai alla Merkel, anche se la Francia invece, spavaldamente sfora il 3% alla faccia degli altri paesi UE.
Togliere la tassa sulla prima casa significa togliere risorse ai Comuni, i quali dovrebbero inventarsi altre entrate o chiedere soldi allo Stato. Il fatto che le promesse di Renzi siano poco credibili nella loro dimensione quantitativa, avrebbero forse trovato, più efficacia, nell’annuncio di una drastica riduzione delle tasse e imposte, alle aziende a dei servizi industriali e commerciali, da cui scaturirebbe occupazione, reddito alle famiglie e da cui si può innescare un circolo virtuoso per gli Investimenti.

 Che la parola chiave, per la crescita, sia “Investimenti” è un dato di fatto, ma per fare investimenti, è necessario costruire una strategia alternativa a quella suicida dell’austerità,  che sta disgregando non solo i paesi che ne fanno parte, ma l’Europa stessa.

Mario Bonelli dottore commercialista – Movimento Flavio Tosi

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