Più navi da crociera per tutti, che bella combinazione! (di Daniele Brunetti)

PORTO VENERE– Si osannano le navi da crociera da parte di molte autorità, soprattutto Comuni rivieraschi in Liguria, perché porterebbero turisti e tanti-tanti soldi per il bene delle finanze dei Comuni, dei commercianti e a cascata di tutti noi. Ma in effetti, come in tutte le cose, il troppo stroppia e già si è arrivati a parlare di numero chiuso per gli ingressi turistici alle Cinque Terre, come di attracchi di traghetti ed arrivo di treni (che portano anche turisti dalle navi da crociera).
Il nostro è un territorio con pochi spazi (non è la riviera romagnola), stretto com’è tra monti e mare non possiamo permetterci vere e proprie invasioni di turisti, ma abbiamo la necessità di mantenere afflussi gestibili perché le risorse del territorio sono al tempo stesso limitate. Il nostro non può essere un turismo di massa, nel senso che non è in grado di sopportare alte affluenze per troppo tempo (eppure per breve tempo). L’ambiente marino e costiero è fragile ed in precario equilibrio da tempo, lo sappiamo bene. Le Cinque Terre e i territori limitrofi sono ancora più fragili di altri, non possiamo permetterci di sfruttare e bruciare le nostre risorse naturali fino a distruggerle, sono il motivo del nostro esistere, una volta distrutte fra noi e una banchina di un qualsiasi porto commerciale non ci sarebbe alcuna differenza. E’ questo che vogliamo? Vogliamo un mare solo da vedere, e magari neppure quello?

Da più di un anno scrivo che navi da crociera troppo grandi nel canale di Portovenere, tra Punta Castagna, Torre Scola e l’isola Palmaria non possono starci, se non altro perché sono un pugno in un occhio a chi osserva il nostro magnifico panorama. In quella zona, molto appetibile per i croceristi, che possono gustarsi un inchino alla fonda verso il paese di Portovenere, chi guarda dalla costa vede sparire pezzi importanti del nostro paesaggio. Dalla zona Olivo a Portovenere, sparisce Torre Scola e parte della Palmaria, sostituite da file di oblò e paratie ben verniciate di bianco. Chi osserva, invece, dall’altra parte del golfo, San Terenzo o Lerici, non distingue più il promontorio di Portovenere dalla sua isola principale, dato che rimane nascosto da queste macchine galleggianti il canale di Portovenere.

Ora pure le chiazze in mare, eh si perché ieri (19 luglio, n.d.r), per pura combinazione, mentre la nave da crociera Seabourn Sojourn cercava di stabilizzare la propria posizione all’ancora, si è potuto chiaramente notare una bella (brutta) chiazza marrone-beige a forma di fungo e con un bel (brutto) ribollire di corrente provenire proprio dalla balena di ferro. Ma per carità, è una combinazione, come il dragaggio del porto, come la morìa di muscoli (mitili), come i fanghi tirati su dalle reti dei pescatori e come l’analisi dell’ARPAL sull’Escherichia coli presso i vivai di mitili a Portovenere. Tutto avvenuto dallo scorso inverno ad oggi. Includendo anche quell’incidente di un paio di mesi fa, proprio tra Punta Castagna e la Palmaria, quando una nave con fanghi dragati dal porto si è inclinata, perdendo parte del carico, ed è stata costretta a far uso dei soccorsi per farsi riportare in porto. Combinazioni. Il nostro è un paese di santi, poeti, navigatori e combinazioni.

IMAG1199

Ed ecco un’altra combinazione: prima navi così grandi, come la Seabourn Sojourn (32346 tonnellate di stazza lorda, 198 metri di lunghezza e 25 metri di larghezza) non potevano ormeggiarsi in quel punto davanti a Torre Scola, definito dalla Capitaneria di Porto come punto di fonda E-1 (echo uno). Da ottobre 2013 ne arrivano, in quel punto, anche di più grandi, come la Crystal Serenity (68870 tonnellate di stazza lorda, 250 m. di lunghezza), venuta a trovarci il 28.04.14, il 06.06.14 ed il 22.08.14. Uno spettacolo, ma a che prezzo? Soprattutto a che prezzo per noi che facciamo il bagno in quel mare, ne mangiamo i suoi frutti e ne gustiamo il paesaggio?

Ma la combinazione dove sta? La combinazione sta nel fatto che tra agosto ed ottobre 2013 la Capitaneria di Porto risistema i punti di fonda con le ordinanze n.186 e n.245, scrivendo: “… ritenuto opportuno aggiornare le dimensioni del punto di fonda E1 in previsione che lo stesso oltre ad ospitare navi da passeggeri, possa essere meglio utilizzato quale luogo di rifugio…” e nel novembre del 2013 il sindaco manda un comunicato stampa pubblicato identico su diversi giornali, tra cui la Gazzetta della Spezia, che il 18.11.13 riporta: “… “I numeri che abbiamo registrato quest’anno – commenta il Sindaco Matteo Cozzani – premiano le scelte dell’Amministrazione, che crede fortemente nel turismo crocieristico tanto da inserirlo all’interno del proprio programma di mandato. Fondamentale è stata la revisione del piano degli ormeggi che ha consentito la presenza contestuale di due navi. A riguardo sento di dover esprimere il mio più sentito ringraziamento al Comandante della Capitaneria di Porto della Spezia, Comandante di Vascello Enrico Castioni, che si è fin da subito adoperato per la revisione del piano. …“.
Punto di “rifugio” (anche col bel tempo e mare calmo, documentazione fotografica alla mano) e due navi passeggeri, di cui una dentro il canale ed una fuori (come capitato, a volte, fotografie alla mano). Proprio una bella (brutta) combinazione.
Ed ora i “sabbioni” per le eliche. I nostromi della zona, tutti (forse) a favore di navi più grosse e più vicine, perché diventiamo più ricchi (ma dove?), dicono che sono solo “sabbioni“, ovvero “solo” fondale smosso, oppure “no, non è stata la nave“. Lasciatemi avere i miei dubbi perché ho potuto osservare con una certa attenzione, fotografare e segnalare a chi di dovere, che però non poteva venire prima di un’ora (Capitaneria). La forma della chiazza, l’increspatura in superficie e la direzione di provenienza lasciavano pochi dubbi. Certo, potrebbe essere “solo” fondale smosso. Solo? Se anche fosse “solo” fondale smosso non va bene per nulla, una nave all’ancora davanti ad una zona del genere, tra l’altro a tutela UNESCO, non dovrebbe generare tali eventi, soprattutto quando c’è gente che fa il bagno e a pochi metri ci sono coltivazioni di mitili. Ma anche perché è una zona da tutelare in sé, punto e basta.

Ma a chi giova avere più navi, più grandi, sempre più vicine alle zone di balneazione e di coltivazione di mitili, per far godere loro (i croceristi) del paesaggio ed a noi lasciarci il resto? Una combinazione anche questa?

Daniele Brunetti www.partigianocivico.it

Advertisements
Annunci
Annunci