Migranti in Liguria. Opinioni e testimonianze tra ospitalità e rifiuto.

Recentemente il sindaco di Alassio Enzo Canepa ha firmato un’ordinanza che prevede: “il divieto a persone prive di fissa dimora, provenienti da paesi dell’area africana, asiatica e sud americana, se non in possesso di regolare certificato sanitario attestante la negatività da malattie infettive e trasmissibili, di insediarsi anche occasionalmente nel territorio comunale“.   Dopo le polemiche delle passate settimane e il progressivo allargamento del fronte dei NO da parte di altri sindaci all’arrivo di altri profughi, ha infatti promulgato un’ordinanza, che  ha sollevato un’immediata reazione di Cgil, Arci, Medici Senza Frontiere, Amnesty International, Terre des Hommes, Avvocato di Strada, Comunità di San Benedetto, Campagna LasciateCIEntrare, Asgi e Simm, che hanno presentato un esposto all’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del consiglio dei Ministri). Ben diversamente le cose sono andate a Bellissimi, piccolo borgo della Val di Prino frazione di Dolcedo, a una decina di chilometri da Imperia, dove gli abitanti hanno scelto la strada dell’accoglienza organizzando una cena di benvenuto per un gruppo di migranti appena arrivati. 

Siamo andati nel Ponente Ligure ad intervistare il sindaco di Alassio Enzo Canepa e abbiamo raccolto le testimonianze dell’On.le Luca Pastorino,  di Lorenzo Peruzzi,  responsabile per il ponente dell’Arci, Francesco Parrella comandante della polizia municipale di Alassio , Mario Molinari giornalista indipendente di Savona e  vi riproponiamo l’opinione della signora Giovanna Cossia De Poli che gestisce il resort La Francesca a Bonossola. 

Ecco le video interviste integrali:

 

 

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