DDL scuola, M5S: “Ora la Liguria faccia ricorso”

ROMA– La riforma della scuola vacilla ancor prima che venga messa in atto. Il ricorso sollecitato dall’Assessore all’Istruzione della Regione Veneto, infatti, potrebbe aprire un fronte in grado di far crollare pezzo per pezzo questo scellerato provvedimento. L’iniziativa veneta conferma ciò che il M5S ha sempre sostenuto, ovvero che l’autonomia scolastica e l’alternanza scuola-lavoro, spacciate da Renzi come una grande rivoluzione, in realtà erano già presenti nel nostro ordinamento e per funzionare avevano semplicemente bisogno di risorse fresche. Il governo, invece, ha deciso di scardinare questo sistema per trasformare la scuola pubblica nella brutta copia di un’azienda, ignorando le esperienze di “buona scuolagià naturalmente presenti sul territorio.”

Renzi aveva in mano una grande occasione e l’ha sprecata” dichiarano il parlamentare Simone Valente e i consiglieri regionali M5S “poteva in primo luogo intervenire in maniera più decisiva sulla grave problematica delle classi pollaio (emergenza presente anche in diverse scuole della Liguria) e non l’ha fatto; aveva preso l’iniziale impegno di assumere e stabilizzare migliaia di precari ma alla fine dei conti non resterà che un pugno di mosche in mano: buona parte di loro resterà infatti esclusa e dovrà attendere il concorso del 2016 per 60 mila cattedre dove non ci sarà una quota di posti ad essi riservati bensì un semplice riconoscimento di punteggio aggiuntivo per il servizio già svolto. Invece della sbandierata autonomia, questa riforma impone al Paese l’esatto contrario, cioè un centralismo burocratico che parte e si sviluppa dal ministero. Una buona e sana politica deve saper ascoltare e comprendere, facendosi carico dei reali bisogni dei cittadini; in questo caso dobbiamo prendere atto che le critiche e gli appelli del mondo della scuola sono rimasti per mesi inascoltati. Ecco perché adesso dobbiamo fare in modo che quello Veneto non rimanga un caso isolato ma rappresenti un punto di partenza, e l’impegno dei nostri consiglieri regionali sarà quello di battersi affinché in ogni regione partano i ricorsi”.

 

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