Nessun dorma! Alla manifestazione di Parma contro l’inceneritore forte rappresentanza di liguri

Si è svolta sabato 11 luglio, a Parma, la manifestazione Nessun Dorma, voluta dal sindaco Federico Pizzarotti e dalla sua giunta, contro l’ampliamento dell’inceneritore e contro l’articolo 35 dello Sblocca Italia che porterebbe a bruciare rifiuti da tutta Italia nella capitale della food valley. Nonostante il caldo, l’iniziativa è stata molto partecipata, quasi un migliaio di persone si sono mosse in un corteo, guidato dal sindaco, che si è snodato da Piazzale Santa Croce attraverso le vie di Parma, fino a raggiungere piazzale della Pace. Li, davanti alla sede della Provincia, è stato consegnato idealmente un plico contenente un documento della Federazione Ordini dei Medici che chiedeva una moratoria contro gli inceneritori, approvato venti giorni dopo la perizia sui rischi per la salute del Paip di Parma firmata dal professore Carlo Signorelli, perizia che ha permesso a suo tempo la nascita dell’inceneritore. A fine corteo, su un palco approntato in Piazzale della Pace, si sono alternati diversi interventi. L’assessore ai rifiuti Gabriele Folli ha spiegato come un ampliamento violi il contratto con i territori stipulato con la concessione della autorizzazione. L’impegno prevedeva di non bruciare più di 70 mila tonnellate di rifiuti urbani e di bruciare solo rifiuti della provincia mentre ora, non solo i rifiuti potrebbero venire da ovunque, ma potrebbero essere bruciati anche rifiuti speciali.

Pizzarotti ha ricordato come la battaglia per chiudere l’inceneritore sia stata solo la prima battaglia di una lunga guerra e che la città che l’Italia ha candidato come Capitale Unesco della Gastronomia non possa sopportare un ampliamento dell’impianto.

Tra gli altri interventi spicca quello di Rossano Ercolini di Zero Waste Europe che ha lanciato un vero j’accuse ai politici che si ostinano a difendere l’incenerimento. Parma ha portato la differenziata al 70% in meno di tre anni e costituisce la dimostrazione che, se si differenzia, gli inceneritori non sono in grado di essere economicamente sostenibili.

L’Associazione dei Comuni virtuosi e Legambiente hanno ricordato come Parma sia il primo comune sopra i 150 mila abitanti a esser stato premiato come “comune riciclone”, il che farà affluire un milione di euro nelle casse comunali, premio che si tradurrà in una riduzione delle tariffe per i cittadini.

Altro intervento degno di nota quello delle Mamme No Inceneritore, provenienti da Firenze, che si battono per impedire l’apertura di un inceneritore nella terra di Renzi. Tante le adesioni sia dei Movimenti 5 stelle territoriali che delle associazioni che da sempre difendono l’ambiente: WWF, Legambiente, Zero waste e Comuni Virtuosi solo per citarne alcune. Tra la gente è stato possibile incontrare Alberto Zolezzi e Giulia Sarti, deputati del M5S.

Forte la rappresentanza ligure con Paolo Putti e Stefano de Pietro, consiglieri di Genova, Carlo Colombini di Spezia, Antonio Russo di Imperia e tanti attivisti a seguito. Tra le istituzioni va ricordata la partecipazione del sindaco di Rivalta di Torino che ha marciato in prima fila con Pizzarotti indossando la fascia tricolore. Nonostante l’appello alle altre forze politiche solo Rifondazione Comunista Emilia Romagna ha aderito e partecipato attivamente all’iniziativa.

Fabio Vistori

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