Se Enel cesserà la propria attività nel 2021, si impegni a restituire l’area com’era nel 1961

LA SPEZIA– Tempo fa esternai le mie preoccupazioni riguardo al futuro della centrale ENEL della Spezia. In modo particolare, mi soffermai sulle voci di una probabile dismissione dell’impianto, chiedendo espressamente che ENEL restituisse agli spezzini l’area utilizzata dal 1961 nelle identiche condizioni in cui il Comune gliela aveva a suo tempo concessa.
La pretesa non era certo quella di riavere in quel posto la fauna e la vegetazione distrutta da anni di sfruttamento del territorio, ma semmai quella di puntualizzare che la bonifica di un’area così estesa non poteva certo, ancora una volta, gravare sulla collettività, come purtroppo quasi sempre accade.

Apprendo quest’oggi che anche la capogruppo  PD in Regione Lella Paita esterna il medesimo pensiero e sinceramente… il fatto che io e la Paita la si pensi nel solito modo un po’ mi preoccupa.
Chi ha modificato il proprio verbo e il proprio pensiero?
Io no di certo.

Tuttavia, come ogni normale cittadino a cui sta a cuore il bene comune, la invito a proseguire su questa strada. ENEL vuole cessare la propria produzione nel 2021 dismettendo dunque l’impianto? Allora prenda in considerazione l’ipotesi di cessare con due anni di anticipo utilizzando, da quel momento in poi, il proprio personale e le proprie risorse per bonificare l’area, restituendola dunque alla città in condizioni tali che essa possa venire riutilizzata immediatamente. Questo dovrebbe essere l’impegno che i nostri politici dovrebbero far prendere alla proprietà, insieme ovviamente a quello riguardante la salvaguardia occupazionale di tutti coloro che di centrale hanno vissuto in tutti questi anni.  Sarebbe poi molto importante, fatta salva questa condizione da considerarsi prioritaria e imprescindibile, stabilire già molto tempo prima del 2021 la destinazione d’uso di quell’area, importantissima per la sua collocazione strategica.

A La Spezia si continua a parlare di “vocazione turistica”? Ebbene lo si dimostri coi fatti ricollocando l’area ENEL tra quelle realmente fruibili dalla popolazione tutta, turisti in primis. Ottenere, e credo non sarà facile, la bonifica di quanto per circa sessant’anni, ENEL ha adoperato, per poi sbagliarne, come spesso purtroppo nella nostra città accade (vedi area IP), la sua destinazione d’uso, sarebbe imperdonabile. A maggior ragione considerando le gravi problematiche ambientali che pesano su quella parte della nostra città.

Massimo Baldino

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