Centenario della nascita di Giancarlo Fusco. La Spezia “dimentica” l’illustre concittadino

LA SPEZIA – Cento anni fa nasceva alla Spezia Giancarlo Fusco. Abbiamo lasciato passare l’anniversario del 1 luglio nella speranza che le autorità competenti di questa città fornissero un segnale: niente. Nel 2004, ventennale della morte, il ricordo di Fusco era stato un evento importante con spettacoli, convegni, pubblicazioni e proiezioni che avevano coinvolto grandi personalità e attratto la stampa di tutta Italia. Aver dimenticato il centenario di Fusco a noi sembra un errore imperdonabile. Per chi lo ha conosciuto e gli è stato amico, come noi, è un vero dispiacere.

Fusco rappresenta l’anima sarcastica, ironica, militare a arsenalotta della città, figura di spicco del Novecento, legato al mondo della Marina Militare e al periodo tra le due guerre. Uomo versatile spaziò dal giornalismo alla letteratura, dal cinema al teatro, dalla radio al reportage. E’ un autore ancora attuale come testimonia la recente ristampa dei suoi libri da parte dell’editore Sellerio, da “La rosa del ventennio” a “Guerra d’Albania”.

Sarebbe stato sufficiente un dibattito, la ripresa dello spettacolo “Saloon Fusco: Quando l’Italia tollerava” di Nicola Fano e Enrico Vaime oppure riproporre il film  “Gli indesiderabili” di Pasquale Scimeca, tratto da un libro di Fusco, per rendere omaggio ad un personaggio la cui fama è indissolubilmente legata alla Spezia.

In città l’aneddotica su Fusco si spreca. Chissà quanti cittadini avrebbero voluto dire la loro su Fusco se solo ne avessero avuto l’opportunità. Peccato.

Marco Ferrari, scrittore

Arrigo Petacco, scrittore

Antonio Salines, attore e regista

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