Quartieri del Levante: danni ai mitili, i cittadini come sempre sopraffatti dalle esigenze di pochi

LA SPEZIA– Il giorno martedì 30 giugno si è svolto il confronto con la Commissione ambiente del Consiglio comunale presenti per le Istituzioni anche Arpal, ASL e Capitaneria di Porto.

Premesso che i controlli nei rispettivi ruoli istituzionali sono stati, secondo gli scriventi e i mitilicoltori, non sufficienti per prevenire e non adeguati per determinare le cause della moria in un golfo dove la mitilicoltura è un lavoro tradizionale da secoli e non può essere sottoposta a vessazioni riduttive per presunti interessi economici e per lo sviluppo di altre attività.
Lo strumento dei controlli ambientali nel Golfo dei Poeti per la salvaguardia dell’ambiente è fondamentale, sia per la difesa dell’ambiente sia per la prevenzione igienico-sanitaria considerata la presenza, nella rada di La Spezia,di attività ad alto rischio ambientale, vedi:
1) Attività portuale e la sua operatività
2) Sito di Pitelli ancora da bonificare o,per lo meno, da mettere in sicurezza
3) Boe dell’Arcola Petrolifera e del rifornimento AVIO
4) Terminal Snam.

Considerando queste presenze a rischio, nella seduta di martedì tutti i presenti si sarebbero aspettati che ARPAL dicesse di aver individuato le cause della moria dei mitili, mentre ancora una volta è stato annunciato che sarà ufficializzata e formalizzata una sintesi delle verifiche ma, ancora una volta, non ci saranno i chiarimenti che tutti si aspettavano circa le concause che hanno determinato il grave danno all’ambiente, oltre quello finanziario (calcolato intorno ad 1 milione e duecentomila euro) subito dalla mitilicoltura.

In conclusione, come il Coordinamento dei Quartieri del Levante e le associazioni ambientaliste dicono da tempo, si riconferma una presunta insufficienza sui controlli preventivi e consuntivi sul nostro territorio ed una insufficiente informativa ai Cittadini. Il nostro mare, il golfo ed il lavoro della mitilicoltura, che sono il termometro naturale dell’ambiente, non possono e non devono essere gli agnelli sacrificali per espansioni insostenibili, di altre attività operative e in questo caso si presuppone che la concausa siano i dragaggi per l’accoglienza di navi di varia natura sempre più grandi che hanno bisogno di un fondale maggiore e rendono necessario, non secondo noi comunque, tale operazione.

E’ necessario ripensare alla necessità che le attività rendano possibile la convivenza fra sviluppo-lavoro e  salute-ambiente evitando  ciò che può arrecare danno e, soprattutto, che i cittadini vengano sopraffatti  dalle esigenze di pochi. Sistemi ambientali docet.

Per il Coordinamento dei Quartieri del Levante, Franco Arbasetti e Rita Casagrande

 

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