Affaire migranti Bonassola: il botta e risposta tra Stefania Pucciarelli (Lega Nord) e Giovanna Cossia De Poli

BONASSOLA– La questione migranti a Bonassola continua a far discutere, con un nuovo botta e risposta tra la Lega e Giovanna Cossia de Poli, del resort “La Francesca“.

Così Stefania Pucciarelli, segretario provinciale della Lega Nord, torna il 5 luglio, sulla vicenda di Bonassola, che ha visto il resort La Francesca aprire le porte ai migranti.
E’ certamente la politica che deve risolvere il problema dell’immigrazione e quando una parte di questa protesta contro quelle che ritiene scelte scellerate che andranno ad ipotecare il futuro della nostra nazione e dei nostri figli, non la si può accusare di strumentalizzazione“. “Ognuno deve svolgere il proprio ruolo nel proprio ambito, – prosegue – la politica deve amministrare per il bene dei cittadini senza che il bene venga garantito solo ad una parte mentre all’altra parte il bene viene sottratto. Le cronache riportano di aziende che ogni giorno chiudono, di persone che perdono il lavoro: proprio in questi giorni leggiamo di 6 donne che si occupavano delle pulizie alla Don Gnocchi che da un giorno all’altro si sono trovate senza un posto di lavoro. Per questi cittadini italiani nessuna associazione che intervenga in loro sostegno, nessun resort che si offra di ospitare queste donne se ne avessero bisogno o che offra loro un posto di lavoro. Però tutti prodighi ad ospitare gli immigrati fin quando non vengono riconosciuti clandestini,momento in cui non viene più corrisposta la diaria di 40 € :tutti buoni finché lo Stato finanzia la “solidarietà”. Rimango allibita nel leggere la presa di posizione della CNA spezzina a difesa del resort di Bonassola con commenti di natura politica ,non ero a conoscenza che il CNA avesse modificato la sua missione in quanto ha espresso opinioni che nulla hanno a che vedere con il ruolo che l’associazione dovrebbe avere cioè la tutela delle imprese che in modo particolare oggi soffrono per la grave crisi che attraversa la nostra nazione. Sarebbe opportuno che concentrasse gli sforzi per combattere i venditori abusivi che danneggiano i venditori che regolarmente pagano le tasse,che verificasse la regolarità delle licenze dei vari negozi stranieri , se in regola con le nostre norme,se in regola con la contribuzione e il trattamento dei dipendenti. Voler sostenere a tutti i costi che chi arriva clandestinamente nel nostro paese sfugge dalle guerre è un’offesa all’intelligenza delle persone e in particolare offende chi oggi ha chiuso un’attività,chi ha perso il lavoro,la casa ,chi non sa come provvedere ai propri figli. Io faccio politica e ritengo mio dovere difendere in primo luogo il diritto degli Italiani , se posso aiuto gli altri ma a star meglio a casa loro. Questa non la definisco strumentalizzazione ma voler bene al proprio popolo e alla propria nazione. La legittimità di poter ospitare in casa propria chi si vuole può andar bene fino a che questa scelta non arrechi danno agli altri, se poi l’ospitalità vede il bonus erogato dallo Stato,in questo caso è solo un’operazione commerciale“.

La risposta:
Gentile signora Stefania,
la politica ufficiale non ha ancora espresso scelte precise, tanto meno “scellerate” e possiamo anche star sereni per il futuro della nazione e dei nostri figli visto che il problema dei richiedenti asilo non è tra i primi in agenda. Quanto al bene “sottratto” ai cittadini italiani, lei come rappresentante di un partito al governo per più di 10 anni avrebbe avuto tempo e modi di cercare di avviare a soluzione problemi generali che la crisi di un modello di sviluppo distorto ha acutizzato. Non è compito mio ospitare le sei signore rimaste senza lavoro; come imprenditrice il mio “dovere” è quello di assicurare il lavoro ai miei dipendenti con contratti equi. Credo sia anche fuorviante e poco educativo mischiare sempre le cose: se CNA sostiene un’impresa come la mia per una scelta “etica” perché tirare in ballo i venditori abusivi ecc. ecc. ? Lei, esponente politico operante sul territorio spezzino dovrebbe conoscere a memoria la convenzione stipulata il 18.2.2015 tra la Prefettura di La Spezia e gli enti preposti ad accogliere i richiedenti asilo.

Al punto 5- Fornitura di beni:
c) erogazione del pocket money nella misura di € 2,5 pro capite/pro die fino ad un massimo di € 7,50 per nucleo familiare
d) erogazione di 1 tessera telefonica all’ingresso di € 15,00 
Io sono una schiappa in matematica ma non capisco come i suoi calcoli arrivino a € 40,00 ( forse la differenza è elargita all’ente ospitante, generando comunque lavoro) Altro aspetto rilevante: la convenzione (che termina il 31.12.2015) non offre praticamente spazio ai privati di “buona volontà” intenzionate ad ospitare GRATUITAMENTE persone che probabilmente non hanno mai sentito parlare di “diritti umani” intendo diritto alla vita, alla salute, all’istruzione: diritti per noi acquisiti alla nascita. Rivendico ancora la mia libertà di scelta, ed esco in punta di piedi da polemiche pretestuose che non mi appartengono.
Giovanna Cossia De Poli

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