Successo a Mosca per la mostra di Curzio Vivarelli

 MOSCA- Si è conclusa il 2 luglio scorso, la mostra di Curzio Vivarelli intitolata “Fantasie russo-veneziane” e tenutasi presso il Centro Culturale della Fondazione Soljenitzin, in via Nijniara Radiscebskaia n. 2 a Mosca: cinquanta splendidi disegni dedicati ad alcune “ideali” località di laguna sulle quali sorgono, come per guizzi di favola, graziose architetture russe.
Ottimo il giudizio della critica che ha coinciso, cosa rara, con il gradimento del pubblico, il cui flusso è continuato regolare per tutta la durata della mostra: e non si è trattato solo di specialisti ma di un pubblico eterogeneo, perfino di nonne coi nipotini.

A latere della mostra, è stata aggiunta, negli ultimi giorni, una suite di dipinti ad olio su tavola sempre dell’interessante artista, intitolata “Paesaggi Interiori”, implicito omaggio di Curzio Vivarelli ai “Paesaggi urbani” di Sironi, sia pure in una trasposizione più riflessiva, mediante l’interiorizzazione di sensazione e stimoli estetico-formali, che ben si attaglia alla visione dell’astrattismo geometrico trascendentale, tipico dell’artista.

Si è potuto notare, delineata in alcuni titoli (quali “Ascesi verso la Noluntas”) un chiaro riferimento all’ottica schopenaueriana, quale esortazione al superamento di una quotidianità convulsa e coartante, particolarmente sottolineata dall’astrazione formale. Non sono mancati neppure – e qui ancora alcuni titoli lo evidenziano – riferimenti ad una particolare visione di matrice montaliana, chiaramente esplicitata nel titolo “Il falco alto levato”, che è, appunto, citazione di un noto verso del poeta ligure. Si è potuto inoltre notare, in questo siffatto discorso pittorico, una forte commistione fra arte, filosofia e letteratura che non può non richiamarsi alle atmosfere dell’Art-Deco dei primi anni del XX secolo che ci spinge alla constatazione che una solida struttura colta sta, quindi, alla base di questo percorso pittorico, che tuttavia si snoda in un’espressione artistica apparentemente del tutto lineare, consona all’ortodossia estetica d’ispirazione ellenica.

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