Illegalità ambientale, al Nord il primato è della Liguria.

 ROMA– E’ stato presentato a Roma da Legambiente il nuovo Rapporto sulle ecomafie. Nel 2014 il business dell’ecomafia, tanto per cambiare, è cresciuto. Quasi 30 mila reati accertati – circa 80 al giorno, poco meno di 4 ogni ora – per un fatturato criminale che è cresciuto di 7 miliardi rispetto all’anno per un giro d’affari pari a 22 miliardi di euro, con un balzo in avanti del + 47% rispetto all’anno precedente. E la Liguria non sta a guardare, anzi si vuole distinguere. E’ suo, infatti, il primato degli illeciti ambientali tra le regioni del Nord Italia. Ha staccato abbondantemente tutte le altre con 1.526 infrazioni accertate (5,2% su totale nazionale), 1.704 denunce, 8 arresti e 217 sequestri. Nella classifica generale regionale, la Liguria si trova all’ottavo posto, mentre la classifica provinciale vede Genova al decimo posto. Il capoluogo ligure, poi, raggiunge il gradino più basso del podio per le infrazioni nel settore dei rifiuti, 289, 4% sul totale nazionale. Anche a causa del fenomeno della corruzione, aumentano inesorabilmente le infrazioni nel settore dei rifiuti (+26%) e del cemento (+4,3). Numeri eclatanti anche nell’agroalimentare, che fattura 4,3 miliardi di euro per 7.985 illeciti e nel racket degli animali che colleziona 7.846 reati. Analizzando le tipologie di reato, Ecomafia 2015 evidenzia un boom di infrazioni accertate nel ciclo dei rifiuti, oltre 7 mila, quasi 20 al giorno. Rilevante è stato anche il numero di indagini sul traffico organizzato di rifiuti, ben 35 nel 2014, facendo salire il bilancio a 285 a partire dal 2002. Impressionante anche il quantitativo di rifiuti sequestrati in questo ultimo anno e mezzo: in appena 16 inchieste di questo tipo sono stati bloccati da provvedimenti giudiziari più di tre milioni di tonnellate di veleni.11652186_10206049275383831_653556517_n

Per rendere bene l’entità di questo dato, secondo Legambiente servirebbero servirebbero 125 mila tir per movimentare tutti questi rifiuti tossici, che messi in fila farebbero una colonna lunga 1.701 km, praticamente una strada che va da Trapani ad Aosta. I risultati delle inchieste, contenuto nel Rapporto, dicono che i traffici di rifiuti corrono anche lungo le rotte internazionali, dove a farla da padrone sono i materiali di scarto destinati illegalmente al riciclo o a un approssimativo recupero energetico: rottami di auto e veicoli soprattutto (38%) per il recupero dei materiali ferrosi, scarti di gomma e/o pneumatici (17,8%), metalli, plastica e tessili. Sono aumentati anche i reati accertati nel settore del cemento, 5.750 (+4,3%). A questi dati vanno aggiunte le stime sull’abusivismo edilizio elaborate dall’Istituto di ricerca Cresme Consulting, che nel 2014 sarebbe quantificabile in circa 18 mila nuove costruzioni fuori legge, circa il 16% del nuovo costruito, con un giro d’affari che supera abbondantemente il miliardo di euro. Nel 2014 il settore più redditizio per le organizzazioni criminali è stato quello agroalimentare, il cui fatturato, tra sequestri e finanziamenti illeciti ha superato i 4,3 miliardi (l’anno prima era intorno ai 500 milioni) per 7.985 reati accertati. Nel racket degli animali le forze dell’ordine hanno verbalizzato ben 7.846 reati tra bracconaggio, commercio illegale di specie protette, abigeato, allevamenti illegali, macellazioni in nero, pesca di frodo, combattimenti clandestini e maltrattamenti, con la denuncia di 7.201 persone, l’arresto di 11 e il sequestro di 2.479 tra animali vivi e morti. Il Rapporto di Legambiente contiene tutti i risultati ottenuti nel 2014 dalle Forze di polizia. Tra tutte, spicca il lavoro del Corpo forestale dello Stato – quello che qualcuno vorrebbe abolire – che ha portato alla luce il numero più alto di infrazioni, 14.135, più del 48% del totale (con 11.214 denunce, 74 arresti e 3.778 sequestri).

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