Gli sprechi della cultura: nel 2012 il Comune buttò 150 mila euro nella ex-caserma Mardichi. Ma c’era l’amianto…

La Spezia – L’amministrazione civica marcia a passo di carica verso l’approvazione della bozza “Ratti” per la conferma della vecchia direttrice nel suo ruolo di “patronessa” della cultura spezzina (http://www.laspeziaoggi.it/news/2015/06/riassetto-della-cultura-marzia-ratti-ancora-piu-in-alto-anche-il-lia-sotto-di-lei-una-cassa-autonoma-e-potere-di-nomina-di-due-contabili).

Ma sulla gestione  poco trasparente di questi anni (le istituzioni pubblicano solo un bilancio sommario, non fanno quasi mai gare e danno tutto in affidamento “discrezionale”) aleggiano non pochi fantasmi come ad esempio il “mistero” della ristrutturazione dell’ex-caserma Mardichi.

Nell’estate 2012 in molti cantarono il peana per la restituzione al popolo dell’ex-caserma d’artiglieria della Marina Militare in via XXV giugno.

Sembrava un inizio col botto, con l’opera lirica e il balletto del lago dei cigni ad aprire una stagione estiva che, nonostante gli effluvi del vicino Lagora, doveva esser un assaggio delle delizie future.

La stagione venne affidata al fiorentino Massimiliano Vivoli, ideatore della rassegna “Artsenal”, l’allestimento a “Costa Group”.

Al Comune toccò l’onere della ristrutturazione che costò la bellezza di 150 mila euro, anche se l’area non era comunale ma della Marina Militare e nell’accordo di utilizzo si parlava soltanto di “locazione” fino al settembre 2012.

Doveva essere «L’inizio di un percorso virtuoso di collaborazione fra città e Marina, proiettato a dare frutti al di là di queste mura monumentali» dichiarò il sindaco Massimo Federici (http://www.lanazione.it/laspezia/cronaca/2012/07/20/746537-mardichi-tesoro-svelato-caserma.shtml)

L’Ammiraglio Toscano la definì «un’operazione pilota» dichiarando soddisfatto: «Abbiamo restituito dignità a questa mura, bloccato il processo di degrado. Una quadratura del cerchio, si sono saldati interessi reciproci. Quello dell’amministrazione militare per la valorizzazione della struttura nella prospettiva della sua dismissione è diventato un’occasione per la città».

Già un’occasione… ma per chi?

Un uccellino “si accorse”, ma stranamente solo al termine dei lavori, che il tetto era pieno d’amianto. Tanto che per gli spettacoli sembra che il tetto sia stato rifasciato per non rischiare che il vento ne spargesse la micidiale polvere in giro.

Una bomba a orologeria in centro, a due passi dal liceo scientifico, è stata imbellettata inutilmente.

Con quel carico d’amianto non si potrà più utilizzare e infatti al termine della stagione estiva del 2012 verrà di nuovo abbandonata.

Oggi spicca per i suoi infissi nuovi e i rovi che la avvolgono ma il vero  pericolo per la vita nostra e dei nostri ragazzi, è quello che non si vede ed è ancora lì: l’amianto.

Un bello scheletro nell’armadio per le istituzioni nostrane di cui anche l’assessore Tartarini, addetto alle aree militari, nelle sue recenti dichiarazioni in cui annuncia entusiasta la spesa di 2 milioni di euro per il Montagna, di nuovo in locazione, sembra ignorare l’esistenza.

Forse che mantenere sempre gli stessi funzionari al comando degli stessi settori non giova al bene comune?

Tanto più che anche la legge ne richiede la rotazione dopo un massimo di 5 anni e la destinazione ad altro settore.

E questo sì che sarebbe davvero un «percorso virtuoso»….

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