I platani di Viale San Bartolomeo sono vecchi e malati: manca in città una corretta cura del verde

LA SPEZIA- Riceviamo e pubblichiamo un comunicato congiunto riguardo alla situazione del verde in città, con riferimento ai platani di Viale San Bartolomeo.

I platani di Viale San Bartolomeo sono vecchi e malati. Lo dice chiaramente una perizia di Studio Verde, la ditta torinese incaricata dal Comune di svolgere l’indagine tecnica conoscitiva che sarebbe bene periodicamente fosse fatta su tutti gli alberi della nostra città e non sempre e solo su quelli che a volte per la loro collocazione “danno fastidio”. Comunque, che fossero vecchi, si sapeva. Sono lì da un secolo. Che molti fossero malati, si poteva supporre: la manutenzione del verde in questa città viene effettuata in modo approssimativo e distratto da anni e anni. Di molti di loro restano solo le ceppaie poiché rimuoverle è costoso e sempre più spesso il Comune finisce per lasciarcele tra i piedi… a futura memoria. Di alberi sani, che non hanno risentito di questo modo incivile di amministrare la città, ce ne sono pochi. Detto questo, però, la perizia sulle 88 piante, alcune già defunte e tagliate da tempo, dice anche altro. Dice che moltissime di quelle 88 piante hanno sofferto, oltre che per la già sopraccitata “incuria amministrativa“, anche per la mancanza di spazio dovuta, per esempio, al ben noto muretto che separa la strada dalla ferrovia e in generale proprio dalla loro ubicazione, anzi peggiore dall’ubicazione di ciò che in un secondo momento attorno o lungo il filare si è voluto eseguire: sottoservizi interferenti con zolla radicale, direzione di sviluppo anomala dei contrafforti, zolla radicale sottodimensionata, danni da scavo sulla zolla radicale (voci riprese integralmente dalla perizia).

 I platani di Viale San Bartolomeo dunque rappresentano un simbolo di come nella nostra città siano trattate le piante: male, anzi malissimo. Si va a far passare accanto ad esse i sottoservizi che ne impediscono lo sviluppo dell’apparato radicale. Spesso eseguendo tali lavori o scavi successivi se ne distruggono o danneggiano le radici. Vi si costruiscono accanto strutture che finiscono inevitabilmente per sottrarre alla piante la possibilità di crescere con una postura adeguata. Poi gli alberi si ammalano e spesso rischiano di caderci addosso. Mi piacerebbe però che proprio quello storico filare di grossi platani insegnassero a noi tutti, ma in primis a chi in questa città amministra qualcosa. Un modo intelligente di operare, evitando cioè di buttare ancora una volta i soldi pubblici dalla finestra. Abbiamo visto che proprio in quella zona si sta procedendo con nuovi tagli e anche alcune piantumazioni. Proporremmo di sospendere tutto, limitandosi al taglio delle 6 piante che rischiano di caderci addosso essendo stati classificati in classe D (l’ultimo stadio della stabilità o meglio dell’instabilità possibile). 19 esemplari del filare invece sono classificati dalla perizia in classe CD ovvero con gravi difetti soprattutto a carico dell’ancoraggio radicale, e dunque ne viene consigliata quanto prima una severa potatura di riduzione della chioma (abbassamento di almeno 5 m e contestuale contenimento laterale) oltre che in via opzionale la sostituzione della pianta. Per questi prenderemmo tempo, come cesseremmo immediatamente l’opera delle ripiantumazioni. Ripiantumare, infatti, senza che siano cambiate le condizioni attuali che hanno portato i nostri vecchi alberi ad ammalarsi equivale a spendere soldi inutili. Le nuove piante cresceranno male e alcune non cresceranno affatto: la città è piena, purtroppo, di alberelli rachitici e più malandati dei loro predecessori che dovevano sostituire. Quella zona che ha proprio alle sue spalle il porto è, infatti, ormai oggetto di una profonda modificazione degli spazi. Presto, si spera, verrano riviste le cosiddette fasce di rispetto. Ciò dovrebbe permettere di ridisegnare meglio anche la collocazione dello storico filare che ha senza dubbio un’importanza strategica in una zona ad alta densità di traffico anche pesante e dunque fortemente interessata dall’inquinamento di ogni tipo. Si dimostri per una volta un po’ d’intelligenza nella gestione del denaro pubblico e si aspetti. Tagliare e ripiantumare proprio in quel luogo oggi non ha nessun senso. Se ne prenda atto e ci si limiti a evitare che si creino situazioni di estrema pericolosità.

Coordinamento del Verde

Comitato Piazza Verdi

Coordinamento Quartieri del Levante

Legambiente

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