L’inferno del viaggio per raggiungere il paradiso delle Cinque Terre: una mattina con Trenitalia

LA SPEZIA– La Spezia, Stazione Centrale, venerdì 26 giugno. Fa caldo, c’è il sole e la gente va verso il mare: code infinite alla biglietteria e all’ufficio informazioni, turisti con aria smarrita, file più abbordabili alle macchinette automatiche. Una non accetta proprio contanti, l’altra solo monete. Si è costretti a usare le carte di credito, ma questo sarebbe ancora il meno. L’inferno inizia sul treno, quello delle 11:10 per Sestri Levante. Arriva in stazione alle 10:50, alle 10:55 non c’è giù più posto a sedere. Turisti e spezzini sono schiacciati come sardine, c’è l’aria condizionata, ma non riesce a rinfrescare l’ambiente. C’è un caldo che non si respira, la gente è ovunque: nei passaggi tra i vagoni, nel locale destinato alle biciclette, schiacciata contro le porte. E continuano a salire persone. Il treno non parte: le porte si aprono e si chiudono in continuazione, ma i minuti passano e non succede nulla. I turisti, soprattutto quelli stranieri, sono sgomenti e non hanno neppure la forza di parlare. Fa troppo caldo anche per protestare. Finalmente il treno (o forse sarebbe meglio definirlo carro-bestiame) parte, con dieci minuti di ritardo: da parte di un gruppo di turisti si scatena un ironico applauso. Si procede, cercando di portare pazienza: la prima fermata è Rimoaggiore. Scende qualche persona, ma ne salgono altrettante, forse anche di più. Spinte, qualche protesta, sale il nervosismo. Il convoglio accumula altri minuti di ritardo. Si alzano i toni alle fermate successive, per qualche spintone di troppo, si sprecano i “mi scusi, ma mi spingono”, “non si preoccupi“, “salga sullo scalino, qui, altrimenti la travolgono“, “scendo alla prossima, non si preoccupi“. Una signora dice “questo è un delirio“, poi invita il  marito a”scrivere su Internet come ci fanno viaggiare”; in tanti fotografano, la situazione è surreale.

A Vernazza (quarta fermata, meno di 20 km) il treno ha oltre venti minuti di ritardo. Noi scendiamo lì, abbandonando gli altri passeggeri al loro destino. Ringraziando la buona sorte che ha fatto sì che nessuno si sentisse male, perché mancano le più elementari norme di sicurezza. Come si soccorrerebbe una persona, vittima anche solo di un semplice svenimento o di un attacco di claustrofobia? Cosa succederebbe in caso di incidente, di incendio o di guasto?

E’ questo il biglietto da visita che Trenitalia offre ai turisti? Non è così strano che in un venerdì estivo la gente vada al mare, in una città di mare. Le Cinque Terre sono un’attrattiva mondiale, i turisti arrivano da ogni angolo della Terra e così si presentano i trasporti italiani: treni stracarichi, spesso in ritardo, non sempre dotati di aria condizionata. Com’è possibile far viaggiare le persone in queste condizioni? Perché non aggiungere dei vagoni ai treni nelle ore di punta, se non è possibile incrementare le corse?

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