La restituzione alla città di Calata Paita e il nuovo Waterfront

LA SPEZIA– I gravi ritardi della restituzione di Calata Paita alla città e la realizzazione del waterfront fanno di questo progetto una “chimera”. Le responsabilità sono politico-istituzionali ed è in primo luogo da imputare alle scelte sbagliate dell’Autorità Portuale, con la complicità dell’Istituzione Regionale, che non hanno attuato il Piano regolatore portuale, ovvero uno strumento urbanistico di legge, col silenzio complice del Comune di La Spezia.

Quello che il nostro primo cittadino ha dichiarato sulla stampa a questo proposito serve forse per cercare di evitare che vengano individuate delle ben precise responsabilità politiche ed istituzionali ma ci chiediamo se si ricorda che negli ultimi 6 anni il comune ha assunto un atteggiamento tale da evitare la partecipazione dei cittadini e non ha mai fatto nulla per far funzionare ”il tavolo permanente pubblico” per l’attuazione delle fasi esecutive dal P.R.P. votato già nel 2006 dal consiglio regionale? Grave è anche il fatto che tutti gli impianti che ora si trovano a Calata Paita non siano stati trasferiti sul Molo Garibaldi, ingrandito come stabilito,ma che si siano invece fatti dei cambiamenti della destinazione d’uso delle banchine andando in contrasto con quanto stabilito nel P.R.P. Allora cosa si può dire se non che gli strumenti urbanistici di legge sono stati presumibilmente violati da chi dovrebbe dare il buon esempio rispettando le leggi proprio in vista del suo ruolo istituzionale?

(Franco Arbasetti, Coordinamento Quartieri del Levante)

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