Polizia di Stato: ristrutturazione caserma di Firenze, è necessario sorvegliare

FIRENZE – Nel febbraio dello scorso anno sono iniziati i lavori di ristrutturazione dell’ex caserma De Laugier, sul Lungarno della Zecca Vecchia. Nell’immobile del demanio andranno a finire alcuni uffici della Polizia di Stato. Si avrà finalmente un risparmio di oltre 5 milioni di euro in affitti, solitamente destinati a rimpolpare le tasche di privati (Spending review: a farne le spese è la Pubblica Sicurezza).

Se da un lato la notizia dovrebbe rallegrare, dall’altro suscita anche qualche perplessità. Attualmente lo stato dei lavori, il cui termine è previsto nel mese di febbraio del 2016, è decisamente in ritardo. A giudicare dalla rilevanza delle opere da eseguire – l’importo dell’aggiudicazione dell’appalto (svoltasi nel febbraio 2013) è stato di 12,8 milioni di euro su un prezzo a base di gara di 16,4 milioni, con un ribasso del 22% – ci si aspettava quantomeno una presenza di maestranze adeguata per tempi e quantità. Invece ieri mattina, da un sopralluogo sul cantiere, niente di tutto ciò era osservabile. Ben inteso, tutto è ancora possibile; ma obiettivamente sarà veramente dura per le imprese impegnate, rispettare i tempi previsti per la consegna dell’immobile. I lavori in appalto sono eseguiti da un’associazione temporanea d’impresa, costituita da Lupo Rocco spa (capogruppo), Inteco spa e Simoneschi srl. Tutte società con sede a Roma (verbali). Preoccupazioni e dubbi sono alimentati da una rapida carrellata sul web. Vediamo cosa abbiamo trovato:

– La Lupo Rocco spa, già srl con sede in Gaeta, si era occupata della ristrutturazione dell’autodromo di Imola. I lavori furono consegnati “in ritardo e con gravi imperfezioni”. E’ interessante leggere l’articolo de Il Fatto Quotidiano, del 24 aprile 2011, titolato “Imola, la cricca di Balducci ha ucciso l’autodromo“, nel quale si apprende che la “...Rocco Lupo di Gaeta…” è “…la stessa ditta che in quel periodo lavorava a Orbetello per la messa in sicurezza del duomo (Angelo Balducci commissario straordinario), e a Isernia per la realizzazione dell’Auditorium (un’opera da 43 milioni di euro mai terminata). Si trattava, come poi si sarebbe venuto a sapere, di una delle ditte di fiducia di Balducci, l’ingegnere della cricca arrestato l’anno scorso per corruzione…” (Imola, la cricca di Balducci ha ucciso l’autodromo).

Nello stesso articolo del Fatto Quotidiano si faceva anche riferimento anche alla realizzazione del nuovo Auditorium di Isernia. A tal proposito, nel sito dell’Autorità nazionale anticorruzione, è reperibile la delibera n. 102 dell’Adunanza del 23 novembre 2011, con la quale l’Anac sentenzia che l’istruttoria, finalizzata ad accertare eventuali violazioni normative da parte della Struttura di Missione per i 150 anni dell’Unità d’Italia, ha fatto emergere elementi di criticità circa la regolarità delle procedure seguite e la protrazione dei tempi di esecuzione. Gli approfondimenti del caso hanno fatto poi emergere, tra l’altro, una lievitazione importante dei costi: “…complessivo dell’intervento, passato da 31 a 55,5 milioni di euro, sia dell’importo contrattuale, cresciuto da circa 16,7 a 27,7 milioni di euro…”. Quest’ultimo da intendersi come provenienza dall’Ati, costituita nell’occasione da Lupo Rocco Spa, Inteco Spa e Di Criscio Francesco. In quella stessa circostanza, l’Agenzia anticorruzione trasmise gli atti alla Procura della Repubblica e alla Procura della Corte dei Conti.

La Lupo Rocco era già balzata agli onori della cronaca nel 2010. Su Italiaoggi.it, infatti, in un articolo del 18.11.2010, titolato “Blitz delle Fiamme Gialle in Sogei“, si legge che “…le Fiamme Gialle, con un blitz nella sede della società, hanno acquisto una serie di documenti relativi a un gruppo di appalti assegnati per attività di manutenzione e ristrutturazione. Questi utimi, in particolare, riguardano un appalto assegnato nel 2005 dalla Sogei alla Ditta Lupo Rocco per un’attività di bonifica e manutenzione di alcuni locali dell’anagrafe tributaria”. “La commessa, però, – si apprende ancora dallo stesso articolo – sarebbe di fatto finita in mano alla solita Edil Ars, precedentemente esclusa, alla luce di un subappalto che ora è oggetto di verifica. Dai due documenti emerge che la Lupo Rocco avrebbe sottoscritto, con contratto del 9 novembre 2005, un subappalto con la EdilPasa srl, la cui proprietà all’epoca risultava la stessa della Edil Ars, che però era stata esclusa dalla procedura”. “Il problema, – conclude il cronista – è che non risulta trasmessa a Sogei l’istanza di subappalto. Uscita dalla porta, la Edil Ars sarebbe rientrata dalla finestra di un subappalto non regolarmente comunicato. È un caso specifico, che però ha spinto la Gdf e la Procura a verificare le molte altre commesse che la società romana ha avuto dalla Sogei...”.

Per di più, la questione Sogei – Edil Ars, amministrata da Angelo Proietti, affiora nell’ambito di una vicenda che vede coinvolto anche Marco Milanese, ex ufficiale della Guardia di Finanza, poi consigliere politico di Giulio Tremonti. In un articolo del 12 luglio 2011 su Blitzquotidiano.it, si legge: “…l’8 settembre del 2005, per i lavori di bonifica della sede di Sogei (886 mila euro), la spunta la ditta Lupo Rocco. Ma, a lavori ultimati, si scoprirà che ha ceduto la loro realizzazione alla Edil Ars (esclusa dalla gara) con un contratto di subappalto occulto.

E non è tutto. L’impresa Inteco spa, associata alla Rocco Lupo nella ristrutturazione della caserma di Firenze, si è anche occupata della costruzione della nuova Questura de L’Aquila. Anche lì le cose sembrerebbero non andate per il verso giusto. I costi dell’opera, come si apprende in un pezzo del 5 febbraio 2011, apparso sul sito Primadanoi.it, lievitarono magicamente da 3 a 18 milioni di euro. Per questi stessi lavori la Procura della Repubblica de L’Aquila emise nove avvisi di garanzia con ipotesi di reato di abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta su presunte irregolarità nell’affidamento dei lavori di ricostruzione della questura del capoluogo, dopo il terribile terremoto del 6 aprile 2009. Un quadro non certo rassicurante. La speranza, peraltro ridotta al lumicino, e che le società appaltatrici a Firenze abbiamo messo la testa a posto e l’ augurio è esteso, soprattutto, ai loro dipendenti.

Al Questore di Firenze, Raffaele Micillo, resta solo da chiedere di continuare a vigilare.

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