Piazza Verdi bloccata dal cantiere per la terza estate consecutiva. Ma una soluzione forse c’è?

LA SPEZIA – Piazza Verdi si accinge a trascorrere la terza estate consecutiva con il cantiere aperto e bloccato ancora una volta dalla Soprintendenza dopo il ritrovamento di un’antica pavimentazione e una costruzione circolare che potrebbe risalire addirittura al Medioevo (Piazza Verdi, lavori fermi per ritrovamenti archeologici).

L’ennesimo episodio di una triste vicenda di arroganza (e bruttezza imposta) giocata, purtroppo, con soldi pubblici buttati senza interpellare i cittadini, ignorando e sbeffeggiando il loro dissenso.

A Palazzo Civico il clima è tesissimo, il nervosismo è tangibile. La frattura creatasi all’interno della maggioranza (pre e post elezioni regionali) è ormai insanabile ed anche sull’affaire Piazza Verdi si ritrova spaccata. C’è chi vorrebbe vedere il progetto Buren realizzato a qualunque costo e chi, invece, ha ormai capito che, comunque andrà, sarà un insuccesso che peserà non poco alle elezioni comunali del 2017. Soprattutto se il progetto riuscirà a vedere un termine, i soldi pubblici spesi saranno veramente tanti e il disagio creato a residenti e commercianti non quantificabile.  Il Comune, infatti, che aveva di sua iniziativa “svincolato” Piazza Verdi dai fondi europei, ha  condannato la città a pagare per intero il costo assurdo di una piazza che a nessuno piace, nessuno ha condiviso e di cui davvero non si sentiva l’esigenza.

In tanti, comunque, sperano davvero che la Soprintendenza stabilisca che quello è un sito archeologico, a quel punto si potrebbe scaricare il progetto Buren “per motivi di forza maggiore”, i soldi per la realizzazione sarebbero risparmiati e probabilmente non ci sarebbero nemmeno ingenti risarcimenti da pagare.

Ad ogni modo la Soprintendenza intende vederci chiaro (giustamente) e si dovrà ampliare lo scavo alla carreggiata dove attualmente transitano macchine ed autobus. Si pone quindi un problema non indifferente per il traffico, perchè obiettivamente le strade sulle quali deviare il traffico sono davvero poche e strette, a meno che non si vogliano completamente paralizzare Viale Italia e Viale Amendola. Ma l’assessore Corrado Mori ha dichiarato che “in qualche modo si farà!“… Intanto una pezza potrebbe mettercela Lorenzo Forcieri,  mormora qualcuno… Dall’ultimo tratto di via Veneto al primo tratto di Via Chiodo un bel ponte come il Thaon di Revel, realizzato in 13 mesi anziché nei 15 previsiti, carrabile, sul quale deviare il transito dei mezzi… Forcieri le cose le fa, realizza, sa fare sistema! E va be’ se dall’altra parte non c’è la Champagneria….

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