Legambiente: esposto per l’errato dragaggio nel Golfo.

LA SPEZIA– Si è svolta questa mattina la conferenza stampa di Legambiente in cui il vicepresidente regionale Stefano Sarti, accompagnato dall’avvocato Valentina Antonini e dal giurista ambientale Marco Grondacci, ha presentato il nuovo esposto dell’associazione ambientalista alla Procura della Repubblica. L’esposto, che verrà presentato a metà della prossima settimana, ha come temi il dragaggio, l’inquinamento ambientale e, alla luce della nuova legge sugli eco-reati, l’ipotesi di disastro ambientale per ciò che riguarda il nostro Golfo. “Le tematiche ambientali” dice Sartiinteressano solo a qualche Associazione o ai Comitati, rileviamo come le istituzioni siano sempre assenti”.

Ma cos’è stato fatto, fino a questo momento, per contrastare e/o limitare i danni legati all’inquinamento del nsotro Golfo? E’ Grondacci a rilevare come, negli ultimi anni, si sia provveduto a dis-inquinare solo le zone meno a rischio, soprattutto per questioni economiche. Infatti i Governi, sia di centro destra che di centro sinistra, hanno sempre tagliato i fondi destinati alle bonifiche, anche per ciò che riguarda le aree miitari. Inoltre, per aggirare l’obbligo di bonificare prima di dragare, è stata creata ad hoc la norma dragaggio-bonifica, che consente di effettuare contemporaneamente le due operazioni; assente anche un’analisi del rischio. Per ciò che riguarda il dragaggio (si parla di Molo Garibaldi) ci sono delle prescrizioni, ma queste sono state sistematicamente violate (due esempi tra tutti: la benna non risciacquata prima di essere rimessa in mare e le panne non sempre presenti). Di queste violazioni esistono contributi foto e video, che saranno allegati alla documentazione.

L’avvocato Antonini si è soffermata particolarmente sulla questione della trasparenza, assolutamente assente da parte delle nostre Istituzione. Con questo esposto Legambiente chiede di ricevere notizie precise sullo stato di avanzamento delle decisioni della Procura, per non apprendere, come già capitato, in ritardo dell’archiviazione di un esposto. Ci sarebbe già il presupposto, secondo l’Avvocato, per dire che i fatti contestati hanno una rilevanza penale e c’è già flagranza di reato (questo ce lo dicono i mitili morti, effetto di una causa sulla quale indagare).

I fatti, insomma, ci sono: l’inquinamento del nostro Golfo è palese, a prescindere dalla moria di mitili o altra fauna marina. Gli errori nel dragaggio sono documentati. Le bonifiche non sono state effettuate. Basterà tutto questo per evitare l’ennesima archiviazione da parte della Procura spezzina?

Contributi video

Stefano Sarti
Marco Grondacci
Valentina Antonini

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