Sospendere Schenghen: il “vizietto” della Francia

Quanti in Italia abbiano urlato “sospendiamo Schengen!” sono stati serviti su un piatto d’argento dalla gendarmeria francese. E non deve stupire perché non è la prima volta che accade. O meglio, è comprensibile che lo faccia nella misura in cui il nostro Paese è notoriamente di memoria corta.

A ritroso nel tempo, ma neanche poi tanto, nell’aprile del 2011, la polizia francese aveva giustappunto respinto più di una volta tentativi di passaggio della frontiera, da parte di migranti, rispedendoli “gentilmente” al mittente: cioè noi. E anche all’epoca la Farnesina, in quell’occasione per bocca di Frattini, protestò vibratamente per l’atteggiamento di Parigi, definito “non solidale” e nei confronti di un Europa indifferente.

Per la Francia rispose la Prefettura des Alpes-Maritimes:Applichiamo semplicemente la legge che prevede che il Paese primo a raccogliere gli immigrati ne è anche responsabile. Questo è Schengen e a questo ci atteniamo“.

Non molto lontano da lì, l’eco della risposta di Bruxelles: “Dai dati ci risulta che le persone arrivate in Italia dalla Tunisia sono per lo più immigrati per motivi economici e le autorità italiane ne sono responsabili“. Un portavoce della Ue rammentò anche come fossero stati “messi a disposizione dell’Italia circa 18 milioni di euro nel 2010-2011 per i rimpatri degli immigrati, oltre ai 25 milioni di euro stanziati per tutti gli Stati membri per misure di emergenza“.

Nel 2014 la storia, per molti versi, ebbe a ripetersi. Migranti siriani furono nuovamente respinti. In quel frangente Matteo Renzi, approfittando del semestre di Presidenza Italiana del Consiglio Ue, pensò di “cambiar verso”, nel tentativo di superare le resistenze comunitarie all’immigrazione. Evidentemente il toscano di Rignano poteva allora contare su un peso politico analogo a quello a lui oggi ancora riconosciuto dalla leadership europea: pressoché nullo.

In altri termini, l’immigrazione è un problema italiano e fin tanto che Renzi governerà l’Italia, italiano resterà.

Advertisements
Advertisements
Advertisements