Parla Alessandro Pollio: “La distanza dal Sindacato è un problema per il PD”.

LA SPEZIA– Credo sia giusto fare chiarezza sulla posizione di persone tutt’ora componenti gli organismi dirigenti del PD che hanno apertamente appoggiato alternative politiche allo stesso. Ciò premesso credo però sia davvero imbarazzante che si percorra soltanto la strada della legittima procedura burocratica degli organismi di garanzia, addirittura prima di finire una seria analisi del risultato negativo, senza porsi pubblicamente il problema del perché numerosi compagni e amici, eletti e nominati in direzione e assemblea, abbiano preso strade diverse. Questa non vuole essere la giustificazione di un’ambiguità, ma un appello a che tutta questa situazione non si esaurisca con un arrogante “se te ne vai peggio per te e comunicacelo in fretta“, o con una risposta di pancia che, in un momento in cui dobbiamo riconquistare pezzi di elettorato, rischia solo di tenere lontane persone che altrimenti guarderebbero a noi. Chi non è animato dalla semplice voglia di vendetta per la sconfitta elettorale non può non cogliere che esiste un problema ben al di là della lealtà dei singoli e che è particolarmente evidente nella distanza che si è creata con il sindacato a tutti i livelli. A questo riguardo credo che vada accolto il saggio invito dei Segretari Bellegoni e Vesigna a trattare i vari casi in modo individuale, evitando di enfatizzare e aggravare un contrasto con l’organizzazione sindacale in sé, già sufficientemente oltre il livello auspicabile per un partito che si richiama alla famiglia progressista.

Infine credo che vada riconosciuta nuovamente con urgenza la funzione preziosa dei corpi intermedi e riavviata con loro una discussione franca su lavoro, scuola e quant’altro. I risultati di regionali e ballottaggi ci suggeriscono, usando un celebre slogan, di cambiare verso e di unire alle sacrosante decisioni l’ascolto, il confronto e la partecipazione.
(Alessandro Pollio)

 

Advertisements
Annunci
Annunci