In Piazza Verdi riemerge un’antica pavimentazione in Portoro: un’occasione per ripensare la piazza stavolta con un percorso partecipato

LA SPEZIA – Nel pomeriggio di oggi è riemerso dagli “scavi” di Piazza Verdi un bellissimo pavimento antico che secondo alcuni esperti potrebbe essere addirittura in Portoro. Un pavimento assolutamente non comune con un cordolo laterale forse di un’antica strada.

Recuperare queste antiche pietre sarebbe una bella occasione per ridare a Spezia una parte di quella identità perduta con i bombardamenti e l’occasione per attirare davvero i turisti che in Italia cercano in particolare le testimonianze della storia passata.

Duole constatare che, al contrario, il “nuovo” travertino di Piazza Verdi si presenta col passare dei giorni, sempre più brutto, fessurato, macchiato e sporco, con una scarsa resistenza (in più punti è già sbeccato e sbriciolato nonostante sia lì da pochi mesi). Ma soprattutto mostra ogni ora di più la sua assoluta incompatibilità come materiale per pavimentazione da esterno in una piazza italiana. Il travertino infatti, ha la caratteristica non solo di essere fragile ma anche di assorbire il calore, particolare che, combinato con l’assenza di un’alberatura degna di questo nome, produce un “effetto sauna” insopportabile per chi si dovesse malauguratamente avventurare in Piazza in un giorno d’estate, nelle ore centrali della giornata.

Altro che luogo di aggregazione! L’effetto “deserto del Sahara” è assicurato e i pochi turisti che arrivano sin lì scappano a gambe levate! E non aiuta a temperare l’ambiente il doppio filare di arancini depressi e stanchi con metà delle foglie ingiallite dal caldo.

Perciò quale occasione migliore di questa, dato che la Soprintendenza ha prontamente stoppato le ruspe, per ripensare il contestatissimo “progetto Buren” e progettare assieme ai cittadini una nuova e più accogliente piazza?

Cari Amministratori spezzini, pensateci!

piazza verdi

(foto di Marco Tarabugi)

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