Immigrazione: il “piano B” di Renzi

La Francia ha mollato un altro schiaffone all’Italia. Nel 2011, come abbiamo documentato ieri (articolo), era stata la Prefettura des Alpes-Maritimes. Stavolta ci ha pensato direttamente il ministro dell’Interno francese: “I migranti non hanno diritto di passare, se ne faccia carico l’Italia”. D’altronde anche l’Austria e la stessa UE hanno risposto picche. La replica di Renzi non si è fatta attendere: “No a prove muscolari”. Sulle questioni di “forza”, sarebbe meglio stendere un velo pietoso. Tra metaforici e reali, ultimamente, il Pd e il Governo di schiaffi ne stanno prendendo molti. Ma veniamo al dunque. Perché Francia e Austria hanno deciso di chiudere la frontiera? La risposta è molto semplice. Insieme all’Europa hanno smascherato il trucchetto utilizzato nei nostri Cie (Centri di identificazione ed espulsione), cioè la mancata identificazione di parte degli immigrati giunti sul nostro territorio. L’escamotage è stato messo in atto per aggirare la direttiva di Dublino. Così facendo si poteva agevolare la “fuga” dei migranti verso gli altri Paesi UE. Ma qual è il “piano B” annunciato da Renzi? E’ presto svelato. E’ il copia e incolla della misura adottata per tamponare la situazione drammatica che si era creata nel 2011. Durante quell’anno esplose la crisi politica nei paesi del Nord Africa e, in particolar modo, in Tunisia. Ne scaturì un’emergenza umanitaria di ampie proporzioni che il nostro Paese dovette affrontare, trovandosi in prima linea. Anche in quel caso, dopo i respingimenti alle frontiere di Francia e Austria, si decise di rilasciare un permesso umanitario della durata di un anno che consentiva di svolgere un’attività lavorativa, ma anche “un’accoglienza finalizzata ad una progressiva uscita dal sistema, anche attraverso programmi di rimpatrio volontario e assistito“. Il piano B di Renzi, quindi, sarebbe quello di concedere a gran parte dei migranti un permesso di soggiorno per motivi umanitari, della presumibile durata dai tre ai sei mesi, che consentirà a tutti la libera circolazione nei Paesi UE. Il problema, come sempre accade nel nostro Paese, si riverbererà sulle Questure e, in particolare, sul personale degli uffici immigrazioni, che si trovano già in situazioni molto critiche.

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