Ma quale crescita? Un intervento di Mario Bonelli

Il governo Renzi sta annaspando tra politiche economiche inappropriate, scandali come Roma capitale, e il contrasto con la  minoranza dem. L’Italia non cresce con i  dialoghi e la  spavalderia lessicale di Renzi, cui va comunque il merito di possedere un’arte oratoria. Si capisce che il Bel Paese non decolla, perché non c’è inflazione (ed è noto che questa è  un pericolo da combattere, temere e prevenire, quando l’economia cresce in fretta, non quando è ferma,  infatti l’Italia è stata per decenni vittima dell’inflazione).

In questo quadro ritengo inutile che il Ministro Poletti si arrovelli su Jobs Act, sui decreti attuativi: tempo indeterminato più flessibile, riforma della Cig, più risorse alla disoccupazione, contratti a termine, ecc. Dieci milioni di persone in Italia aspirano ad un lavoro regolare, non importa se a tempo determinato o indeterminato, e invece si trovano in una di queste situazione: occupato in nero, disoccupato, inattivo, ma disponibile al lavoro. I dieci miliardi che Renzi ha messo in busta paga sono a favore di chi un lavoro ce l’ha già, mentre potevano essere impiegati per Investimenti Pubblici. Anche i 5 miliardi di decontribuzione per i neo-assunti,possono apparire come uno strumento per creare nuovi posti di lavoro, ma nella realtà lo saranno in misura minima, perché, se non ci sarà un sostanziale cambiamento di tendenza, sull’aumento degli occupati, rispetto agli anni precedenti, finiranno per essere usati, soprattutto per sostituire chi va in pensione senza creazione di nuovi posti di lavoro aggiuntivi. Il lavoro non c’è, perché il governo, non mette in atto, o  non vuole mettere in atto, gli elementari strumenti della crescita, che sono gli Investimenti Pubblici, che poi attireranno quelli privati, in una sorta di moltiplicatore per il lavoro e i consumi. In caso contrario, l’Italia resterà al palo, senza crescita per anni.

Mario Bonelli dottore commercialista in La Spezia

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