Aggressione capotreno Milano, le bande latinos presenti anche in Liguria

MILANO– La gravissima aggressione subita dal capotreno a Milano non deve stupirci più di tanto. L’allarme era stato anticipato, come frequentemente accade, dalla Direzione investigativa antimafia nell’ultima relazione semestrale presentata in Parlamento. Gli analisti Dia avevano messo in evidenza che “... Altro fenomeno riferito alla criminalità sudamericana, assolutamente da non sottovalutare a causa della recrudescenza di eventi delittuosi ad esso ascritti, è quello delle bande giovanili tra le quali i Latin King, i Netas e i Los Diamantes, radicate da tempo nei grossi centri urbani del Nord Italia. Tali aggregazioni, la cui principale caratteristica è quella di essere in grado di offrire ai giovani affiliati un marcato senso di appartenenza, sono particolarmente inclini alla commissione di reati contro il patrimonio, dai quali molto spesso derivano episodi di sconcertante violenza che vanno dalle semplici risse, concluse con accoltellamenti, agli omicidi, tentati o consumati, quale estrema manifestazione di dominio di una gang su un’altra per il controllo e lo sfruttamento del territorio“. Ma si sa, delle analisi e delle inchieste degli apparati investigativi, troppo spesso, in questo Paese si usa fare carta straccia.

Le “violencia de las pandillas” (bande della violenza), nate nel nostro Paese, sono state costituite sulla falsa riga dell’organizzazione più importante al mondo, presente in Salvador, la Mara Salvatrucha. Definita dall’Fbi la gang più pericolosa del mondo, la MS13 – così è comunemente abbreviata la Mara Salvatrucha – nasce negli anni Ottanta a Los Angeles. Le ultime stime dicono che gli affiliati siano circa 100 mila in tutto il mondo. La Ms13 è una banda verticistica di cui si trovano tracce a Milano già nel 2006. Vediamo un po’ cosa è avvenuto negli ultimi tempi a Milano e in Italia. Nel mese di marzo del 2013, la polizia arresta 60 giovani e altri 112 furono denunciati a piede libero. Erano tutti appartenenti alle bande Flow, Luzbel, Forever, Trinitarios, Mara Salvatrucha. Le gang latino americane stavano imperversando a Milano e nel suo hinterland compiendo decine di rapine, estorsioni e tentati omicidi. Le indagini interessarono, oltre tutta la zona della provincia meneghina, anche i territori di Bergamo, Brescia, Lodi, Pavia, Piacenza, Novara, Roma e Varese. Era però lo spaccio di droga il grande affare di queste gang che si rifornivano direttamente dai cartelli colombiani e messicani. Il sistema di trasporto della cocaina era orribile quanto sicuro: i panetti di droga venivano introdotti con un intervento chirurgico nel ventre cani di grossa taglia. Gli animali, una volta raggiunta la destinazione, venivano squarciati dai latinos. Nell’aprile 2013, la Polizia di Stato arrestava 25 appartenenti alla gang salvadoregna. Gli investigatori della Squadra mobile avevano documentato collegamenti formali con il Salvador.

Nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Milano si leggeva: “Chi appartiene all’Ms13 è un adepto per la vita: dall’Ms 13 non si esce che con la morte“. Sempre a Milano, nel marzo del 2014, i carabinieri arrestarono cinque giovani appartenenti a bande latinos, ritenuti responsabili di un accoltellamento avvenuto all’esterno di una discoteca. Ma la questione delle pandillas riguarda anche la Liguria. Nel settembre 2012, i carabinieri di Ventimiglia arrestarono, per tentato omicidio in concorso, due ragazzi, entrambi ecuadoriani. Un episodio simile avvenne, nello stesso periodo, nel quartiere genovese di Sampierdarena. Sette persone, fra cittadini colombiani ed ecuadoriani, furono arrestati dai carabinieri per aver accerchiato, aggredito e malmenato un connazionale nel tentativo di rapinarlo. Il fermo del terzo giovane, presunto responsabile della violenta aggressione avvenuta nella stazione di Milano, conferma come anche questo fenomeno, come tanti altri, purtroppo, sia sottovalutato. Alexis Ernesto Garcia Rojas, detto “Smoking” il 19enne rintracciato questa mattina dalla polizia, era affidato in prova a una Comunità a Segrate (Milano) nella quale risultava irreperibile. Il ragazzo sudamericano era già stato coinvolto già arrestato nell’ambito dell’operazione “Marenos” dell’ottobre 2013, eseguita, per l’appunto, nei confronti di affiliati alla MS13. La detenzione era poi stata commutata in affidamento, anche perché al tempo dei fatti il ragazzo era minorenne.

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