Chiappini (M5S Sarzana): “Trasferimento Don Gnocchi, nessun beneficio per i servizi spezzini”

SARZANA– Finalmente la querelle “Don Gnocchi va, Don Gnocchi non va” sembra chiusa con la data del 5 luglio fissata per il trasloco che libererà i  posti letto occupati al San Bartolomeo. Il risultato, che sembra un successo, sentenzia invece una ulteriore fregatura per i cittadini della provincia perpetrata da una maggioranza fittizia già ampiamente penalizzata dal risultato elettorale. Purtroppo non abbastanza velocemente da impedire che i danni conseguenti a decisioni scellerate pesino per anni sul territorio. Non solo il Servizio pubblico perde, infatti, 80 e più posti letto di Raibilitazione, che prima erano affidati con appalto in gestione e che sono diventati totalmente privati, seppure in convenzione, ma l’operazione non comporterà nessun beneficio per i servizi spezzini perché non aumenterà la disponibilità di posti letto gravemente sottostimata rispetto alle necessita, come ha ammesso, mordendosi le labbra, il D.G. dott Conzi nel Consiglio Comunale del marzo scorso a Sarzana, oltreché portare ulteriori disagi per la mobilità di pazienti e famigliari.
Questo perché l’Azienda e l’ ex Amministrazione regionale, in accordo coi Sindaci della provincia, intendono trasferire a Sarzana reparti già esistenti, come il reparto di “cure intermedie” dell’ospedale di Levanto che non sono letti per acuti, e, notizia mai smentita, il reparto di Medicina Generale attualmente ospitato provvisoriamente al Felettino. Il risultato sarà ancora più pesante per il nostro territorio, che perderà ulteriormente posti letto di riabilitazione, e confermerà le gravi carenze di quelli per acuti mentre coi letti lasciati liberi dalla Don Gnocchi si poteva invece programmare un potenziamento per alleviarle.

Perché l’Amministrazione e la Regione non hanno preso neppure in esame che con l’assunzione di alcuni fisioterapisti si potrebbe mantenere a Sarzana una sezione di riabilitazione ortopedica con 15 letti che, oltre a costare meno di quanto ci è costato l’appalto alla Fondazione, consentirebbero di gestire i pazienti operati di protesi senza trasferirli da Sarzana a La Spezia? Oltretutto si eviterebbe di congestionare la nuova struttura della Don Gnocchi, che già dovrà rivolgersi fuori provincia e fuori regione per sopravvivere, ed abbattere i tempi di attesa. Oppure perché non si utilizzano i letti liberati per ripotenziare il dipartimento Oncologico letteralmente destrutturato dalla Dirigenza ASL e dall’assenso della regione e dei Sindaci?  E non si dica che tutto questo serve per dotare il nostro territorio di un nuovo ospedale al Felettino, perché le bugie raccontate da anni, e denunciate prima dai comitati cittadini e poi da noi del M5S, cominciano ad avere le gambe molto corte.
Primo perché cominciano a traballare i finanziamenti, peraltro assolutamente insufficienti, e l’operazione congegnata che ha assicurato la vittoria della gara di avvio del progetto all’unico soggetto partecipante. Poi perché il nuovo decreto Balduzzi dice chiaramente che la Spezia non potrà avere un DEA di 2° livello neppure accorpandosi con il Tigullio, con tutti i problemi che ne discenderebbero. Attendiamo quindi le prime prese di posizione ufficiali di Toti, anche se, dalle prime dichiarazioni attribuitegli dalla stampa, sembra di ripiombare a 15 anni fa, quando Biasotti chiamò l’ “esternoMicossi, testa di ponte dei lombardi nella conquista del territorio ligure e nel progetto di destrutturazione della sanità pubblica a favore dei privati. Anche lui era dell’orbita del San Raffaele, che certo con gli scandali e i buchi immensi accertati non brilla nella gestione dei finanziamenti e rimborsi pubblici, a cui si dice intenda appoggiarsi e rifarsi Toti o comunque al modello lombardo, casa anche dello scandalo Maugeri e patria di interessi lobbistici sulla sanità.

Valter Chiappini
Capogruppo M5S in Consiglio Comunale
Sarzana

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