Fulvio Grimaldi. C’è una guerra contro il nostro paese. Intervista di Daniele Ceccarini

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Abbiamo intervistato Fulvio Grimaldi giornalista tv e inviato di guerra che ha lavorato nella sua carriera con il Tg3 per la Rai, per Liberazione e ha scritto per Paese Sera e per altre testate giornalistiche. Grimaldi è venuto alla Spezia per presentare il suo ultimo documentario L’Italia al tempo della peste.  Si tratta della  coraggiosa e  straziante denuncia dei delitti “civili” e militari contro la vita, l’ambiente, la giustizia, la democrazia, la pace, che quotidianamente i poteri nazionali e internazionali compiono, mentre cresce la coscienza e mobilitazione di popolo.

Ci ha raccontato come è nata l’idea di questo documentario e perché ha scelto questo titolo:- Sono un inviato di guerra e per la maggior parte della mia carriera ho fatto l’inviato in quasi tutte le guerre che si sono succedute, ad un certo punto mi sono accorto che una guerra era in atto anche contro il mio paese, una guerra a bassa intensità che non viene chiamata così ma che comporta malattie, morte e devastazioni come quelle vere con le bombe o con i mercenari di qualsiasi genere che si conducono in Asia, in Africa o in America Latina ed è per questo che io occupandomi di guerra e di contrasto alla guerra ho pensato che era giusto parlare anche della guerra che si sta conducendo al territorio,all’ambiente, alla salute, alla storia, alla cultura al presente e al futuri di questo paese…  L’Italia al tempo della peste perché non ci siamo mai trovati in una situazione talmente patologica talmente aggressiva nei confronti della salute collettiva che è quella del territorio e di tutti gli essere viventi non solo gli essere umani come la peste decimava le popolazioni e che sfoltiva l’umanità… 

Italia peste copertine

Grimaldi ci ha esposto le ragioni che negli anni ’90 da inviato di guerra in Jugoslavia l’hanno portato a lasciare la RAI perché in contrasto con le scelte della televisione di Stato:- Quando l’Italia ha iniziato a bombardare Belgrado eravamo stati convocati ad una riunione di redazione per farci spiegare dai nostri superiori che era un intervento umanitario e bisognava sostenere la difesa dei diritti umani che l’Occidente e la NATO, io conoscevo la Jugoslavia conoscevo la Serbia e conoscevo ce tutto questo era una costruzione falsa e bugiarda e non mi andava di appartenere a un collettivo che sosteneva una guerra di aggressione alla guerra di sterminio facendola passare  per una difesa dei diritti umani.

Grimaldi denunciava già una ventina di anni fa quello che stava accadendo nel Levante del Golfo della Spezia e ci ha parlato delle sensazioni che avverte oggi rispetto ad allora nel tornare alla Spezia:- Da un lato provo soddisfazione a vedere come i resistenti di vent’anni fa allo scempio che è stato fatto al Golfo dei Poeti ancora resistano e non si siano arresi anche dopo tutti questi anni anche di sconfitte. Dall’altro lato c’è un sentimento di rassegnazione e di frustrazione nel vedere come tutto quello che si è scoperto allora di veramente criminale sia finito in una bolla di sapone e di come le leggi abbiano potuto far scampare al loro giusto verdetto e punizione i responsabili di questa offesa.

Ci ha parlato della sua esperienza sul set del grande Elio Petri per il film Indagine su un cittadino sopra ogni sospetto e del perché oggi non emergono film di denuncia di questo livello:- Il frutto occasionale di una grande amicizia con Gianmaria Volonté ed è stata un’ esperienza particolare che mi ha dato soddisfazione perché in minimissima parte ho partecipato forse al più grande film contro il potere che sia mai stato realizzato… Il tradimento di coloro che dovevano rappresentare le avanguardie e le eccellenze, tutto si è assopito. Abbiamo alle spalle un ventennio di degrado culturale e democratico che oggi si perpetua in termini ancora più esasperati e questo ha minato alla base la produzione artistica. Però vengo dalla visione di alcuni film che mi danno l’dea che qualcosa stia avvenendo anche come reazione per ciò che di troppo brutto ci sta accadendo dall’alto. Tra questi, l’ultimo film di Nanni Moretti Mia Madre e quello di Garrone La storia delle storie. Quindi c’è speranza.

Segue l’intervista integrale realizzata da Daniele Ceccarini

segue il trailer del documentario l’Italia al tempo della peste.

 

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