Angeli del sole (Anjos do sol) il film che l’Europa non vuol vedere.

Angeli del sole (Anjos do sol) di Rudi Lagemann Brasil, 2006. 

Ecco la verità straziante sul turismo sessuale pedofilo in Brasile, censurato dall’Europa buonista e ipocrita. 

2454744149_e185b099d3_zOggi il film spiegabilmente censurato in tutta Europa gira su Youtube e ha raggiunto i 4 milioni di visualizzazioni. “Angeli del sole”, con un linguaggio crudo e straziante, che ricorda Los olivados (I figli della violenza) di Luis Buñuel racconta la storia in una favela di una bambina appena dodicenne venduta dal genitori ad un trafficante, che a sua volta la vende ad una organizzazione che vende bambine agli uomini ricchi e potenti. La bambina sarà acquistata all’asta come regalo di compleanno per il figlio 15enne di uno crudele e disumano benestante, che invita il proprio figlio a divertirsi “farne ciò che vuole”, ed a picchiarla quando lei rifiuta di concedersi. L’acquirente, insoddisfatto dell’atteggiamento della bambina, la venderà ad una “casa rossa” di infimo livello nella foresta, dove sarà costretta a prostituirsi con decine di uomini ogni giorno, senza precauzioni, in cambio di un piatto di minestra e poco più.

angeli del sole-1Il film nasce da alcuni articoli  di Gilberto Dimenstein apparsi nel quotidiano Folha de S. Paulo e poi raccolti nel libro Meninas da Noite, le bambine della notte.  Lagemann in un primo tempo aveva pensato a un documentario, solo successivamente ha scelto di raccontare una storia per evitare le restrizioni di legge che proibiscono di filmare i volti di minori. Il film come per Cidade de deus, il film di Fernando Meirelles sulla vita e la violenza nelle favelas di Rio de Janeiro , ha una forza comunicativa molto intensa. i tratta di  Un film con una grandissima capacità di trasmettere emozioni, stati d’animo, un vero capolavoro tanto bello, quanto irritante e fastidioso per gli europei sempre pronti a rivestire la veste dei buoni e mai ad accettare se stessi come causa della miseria e della povertà di altri popoli. Sul tema del turismo sessuale Franco Mimmi scrive “Anche il turista occasionale ha forse assistito a qualche adescamento sulla spiaggia di Copacabana o di Salvador deBahia, però questo film racconta avvenimenti così crudi, così lontani dal comune sentire, che li si vorrebbe condannare e dimenticare al tempo stesso, ridurli a episodi aberranti e isolati ma tali non sono”. Sul film in particolare nota “la vicenda di Maria (interpretata dalla piccola Fernanda Carvalho, appena decenne quando fu scelta tra 700 candidate) e delle sue compagne di sventura non è basata su qualche episodio, ma su nove anni di ricerche sulla prostituzione infantile in Brasile, oltre che sugli articoli di Gilberto Dimenstein apparsi nel quotidiano Folha de S. Paulo e poi raccolti nel libro Meninas da Noite, le bambine della notte.

E in effetti, i dati che emergono sono drammatici si calcola che in Brasile siano circa centomila le prostitute bambine. Un fenomeno che nasce dall’estrema povertà e finanziato dal turismo sessuale e che ripropone il tema della schiavitù che di fatto permane nel Brasile dei grattacieli e del grande calcio continua oscuramente, ma non troppo, a umiliare  la vita dei più poveri.anjos

 

Rudi Lagemann (Niagara Falls, 1960) è un attore, regista, sceneggiatore, montatore e produttore cinematografico e televisivo brasiliano. Ha vinto il premio come miglior film al Festival di Gramado 2006 per Angeli del Sole, il primo film che ha diretto. Attualmente è l’unico responsabile della direzione telenovela Rebelde, Margareth Boury.

 Gilberto Dimenstein ha studiato presso il Collegio I. L. Peretz, a São Paulo. Laureato presso la Facoltà Casper Libero, editorialista Folha de S.Paulo e radio CBN. E ‘stato direttore della filiale Folha de S. Paulo a Brasilia e corrispondente estero a New York, quella rivista. Ha inoltre lavorato nel Jornal do Brazil, Correio, Last Minute, rivista Vision and See. E ‘stato visiting scholar presso il programma per i diritti umani presso la Columbia University di New York. Per la sua segnalazione su questioni sociali , Gilberto Dimenstein è stato nominato dalla rivista Epoca nel 2007 come uno dei cento personaggi più influenti del Paese. Ha vinto il Premio Nazionale per i Diritti Umani insieme a D. Paulo Evaristo Arns del Bambino e Peace Award, la Menzione d’Onore UNICEF Award nella Maria Moors Cabot, della scuola di giornalismo Columbia di New York.1 anche vinto i premi Esso (categoria principale) e Jabuti Award nel 1993 per il miglior libro di saggistica, con il lavoro “Carta Citizen”. 

Ecco il link con il film integrale su youtube

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