Analisi post-voto a Lerici, di Michele Fiore

LERICI– A Lerici il PD perde non certo per la “frammentazione“, ma perché ha scimmiottato la Paita, che a sua volta ha scimmiottato Renzi, rinchiudendosi in un’autosufficienza che era chiaro a tutti non avesse. Perde perché Caluri è stato un Sindaco palesemente inadeguato che ha perso in 3 anni quasi la metà del consenso.

Il voto dimostra come a Lerici non solo esiste una Sinistra viva, vegeta e credibile che Andrea Ornati ha saputo sapientemente tenere unita e che va ben oltre la sommatoria PRC + SEL + “CIVATIANI”.
A Lerici esiste una sensibilità comune, che ci fa ritrovare, come ieri, stretti attorno all’ANPI e alla sofferenza per la scomparsa di Luigi Fiori, e che rappresenta un patrimonio che va difeso. Il compito mio, così come di tanti altri, è quello di seguire e consolidare questo patrimonio.
Cambiamo in Comune consegue un risultato pazzesco, sfiorando il 19% con un candidato giovane che si è dimostrato competente, coraggioso ed autorevole, un bel programma, fitto di contenuti concreti e una chiara visione di territorio, una squadra giovane e appassionata e, soprattutto, una campagna gioiosa ed entusiasmante che ha dimostrato che la politica può essere bella e rappresentare un ponte tra tante persone diverse. Un ponte anche tra generazioni.

Adesso Paoletti, a cui vanno i miei migliori auguri e le mie congratulazioni, avrà un compito arduo. Perché a discapito dei numeri in Consiglio, frutto di una legge ipermaggioritaria, che assegna 11 seggi a chi vince, esiste un enorme problema di rappresentanza di cui il neo Sindaco deve farsi carico. Paoletti fa il 30% (alle scorso elezioni Caluri vinse col 20% di voti in più, circa 1.200 in più in termini assoluti) del 60% dei votanti (anche a Lerici esiste un grave problema di disaffezione mischiato a qualche problema di residenze fittizie). Una maggioranza che rappresenta poco più del 20% della Comunità.

Storicamente credo sia la prima volta che un Sindaco ha un consenso così basso.

Dalle prime dichiarazioni che ha rilasciato  e dalla primissima mossa da Sindaco (la presenza ai funerali di Luigi Fiori, in mezzo a tante falci e martello, ieri a Narbostro) mi pare abbia compreso che la principale necessità sarà cercare di rendere la Comunità più coesa, praticando ascolto e partecipazione pubblica alle scelte più importanti. Mi auguro che abbia abbandonato la furia iconoclasta che nel passato lo ha caratterizzato, nei confronti dei mondi vicini alla Sinistra: a partire dall’Arci Borgata.

Non è certo di guerre ideologiche che sentiamo il bisogno a Lerici, soprattutto da parte di chi si è rappresentato come “civico” oltre i partiti e le ideologie del ‘900.

Ragion per cui spero, sul piano amministrativo e al netto del diritto di vedere realizzato il proprio programma (a dire il vero centrato più sull’analisi dei problemi che delle possibili soluzioni) che riveda alcune scelte che ha dichiarato di voler compiere (prima fra esse la riapertura al traffico veicolare) che, invero, soprattutto in alcune realtà locali, porterebbero a gravi tensioni.

Inoltre se da un lato il fatto di non avere dietro Partiti potrebbe anche essere percepito come sinonimo di libertà nelle scelte, ciò non di meno vorrei evidenziare come qualche realtà che condizionerà inevitabilmente l’agire di Leonardo e della sua lista ci sarà: la Parrocchia, intanto, soprattutto nella sua componente più integralista (fatta anche di “Sentinelle in Piedi”), che ha giocato un ruolo decisivo anche sul piano della raccolta del consenso, eppoi il ruolo di quello che in molti hanno considerato essere il “grande burattinaio”, ovvero Aldo Sammartano (dato come papabile assessore esterno “pesantissimo”) che rappresenta un mondo ed un modello ben definito (e, conseguentemente, un sistema di interessi che si intreccia con molti temi, Acam in testa, che ci riguardano da vicino) e, non ultimo, tutta la variegata e multisfacettata realtà che Leonardo ha coagulato attorno a sé (partendo dai gruppi sui social network che in questi anni hanno animato le discussioni pubbliche e passando per la creazione di Comitati sedicenti civici come  “LERICI VIVE poi confluiti in massa nella sua lista) che si aspetta scelte “rivoluzionarie” che, assai spesso, finiscono per cozzare con la realtà difficile che l’amministrazione pubblica rappresenta al giorno d’oggi.

Un compito arduo dunque su cui vigileremo con grande attenzione proponendo, al contempo, le nostre ricette, in coerenza con il mandato ricevuto da Andrea Ornati e continuando, a lavorare per consolidare e possibilmente allargare la base che siamo riusciti a mobilitare attorno a “Cambiamo in Comune”.

Michele Fiore

 

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