Paita beffata: in Liguria vince il centrodestra, Giovanni Toti è governatore

Una Regione allo sbando, la Liguria, che dopo 10 anni torna in mano al centrodestra. La grande sconfitta, apparentemente, è Raffaella Paita, che un posto da qualche parte lo rimedierà in ogni caso, da assessore o magari in un qualsivoglia consiglio di amministrazione. Certo, resta la gran brutta figura: 15 mesi di campagna elettorale, migliaia di euro spesi in ogni genere di pubblicità elettorale e spostamenti da un capo all’altro della Liguria, roba da non presentarsi, in futuro, nemmeno candidata presidente di una bocciofila di periferia. “Lella vai veloce… ma a casa!” è il tormentone della rete e le prese in giro si sprecano, così come i tanti commenti che confermano l’avversione dei liguri, e non solo, nei suoi confronti. E’ importante, a nostro avviso, che comunque Raffaella Paita restituisca lo stipendio di questi ultimi 15 mesi, che ha continuato a percepire puntualmente, nonostante il suo lavoro da assessore non lo svolgesse (perchè impegnata in quella che si è dimostrata una campagna elettorale fallimentare, non solo per lei ma per tutto il PD).

Altra parzialmente sconfitta è Alice Salvatore che ha dichiarato: “Il PD ha perso, invece per noi è un risultato storico a livello nazionale visto che alla prima partecipazione abbiamo ottenuto un risultato intorno al 25%“. Solita litania del Movimento 5 Stelle: “Vinciamo noi, onestà, vinciamo noi, onestà, non abbiamo vinto ma è un risultato storico“. Perdono regolarmente ma si raccontano che è un grande risultato. Peccato che alla fine non serva a niente. Probabilmente se passassero meno tempo a litigare tra loro e con il resto del mondo forse qualche risultato in più lo otterrebbero. Spiace dirlo, ma gli “improvvisati” della politica, purtroppo e nella maggioranza dei casi, nonostante siano anche animati dalle migliori intenzioni, non riescono ad incidere per un reale cambiamento. Mai. Spiace dire anche questo, ma da sempre osservatrice della politica nazionale e regionale quale sono, la mia personalissima opinione è che lo stesso Beppe Grillo non avesse nessuna intenzione di vincere in Liguria. Non si spiega la sua mancata presenza sul territorio di tutti questi mesi, nella sua regione si è fatto vedere ben poco e soprattutto è mancato un programma chiaro e preciso, sono mancati gli approfondimenti delle intenzioni di governo, esattamente come nella migliore tradizione dei “dinosauri” della politica.

La Liguria se la riprende, quindi, un uomo di Berlusconi, Giovanni Toti, mentre Paita accusa: “Colpa di Cofferati e Civati che hanno riportato il Liguria la destra di Scajola“.

Il tema, invece, è un altro: il consolidato sistema di potere avallato dai sedicenti centrodestra e centrosinistra, mette tutti d’accordo da almeno 30 anni. Non dimentichiamo che l’asse Burlando/Scajola è una realtà: destra e sinistra hanno sempre governato insieme, spartendosi equamente la Regione. Alla prossima alluvione il nuovo Governatore potrà scaricare la colpa sulla decennale amministrazione di Burlando, mica ha la bacchetta magica il buon Toti che in quattro e quattr’otto ti sistema il territorio… E sulla Sanità? Idem! Come Burlando, che tutt’oggi accusa ancora il suo predecessore Biasotti (centrodestra) di aver fatto buchi e danni immani, il Toti accuserà il suo predecessore. Le larghe intese ci saranno comunque, sia che Toti raggiunga il 35%, sia che non lo raggiunga.

Sperando ovviamente che la mia sfera di cristallo sia difettosa, temo proprio che sentiremo i soliti discorsi per molto tempo ancora.

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