“Noi non eravamo eroi eravamo soltanto ragazzi”, un ricordo di Luigi Fiori

“Rimani dove sei (e non sei più, e non sei stata mai, neppure allora)-rimani,
bella vista piena d’amore, cuore del mondo
che una volta mi hai preso
e mi tieni”
Umberto Fiori La Bella Vista 2002

Non volevamo dire nulla fino a lunedi in questo periodo elettorale, ma il destino ha voluto che ieri se ne andasse Luigi Fiori, grande figura dell’antifascismo, comandante partigiano della prima ora, persona gentile e dura allo stesso tempo. E’ con mestizia che vogliamo ricordare il vigore e la forza d’animo che Luigi esprimeva soprattutto nella difesa della Costituzione, lui “ragazzo” del 1920 che, tra pochi giorni, avrebbe compiuto 95 anni. Sempre in prima fila nell’insegnare ai ragazzi i principi della Carta e duro censore della politica di oggi,che reputava colpevole ed incapace di non servirsi di quelle norme nate dalla Resistenza e dalle lotte di un popolo contro l’ingiustizia. Lo ricordo a Roma, alla manifestazione per la Via Maestra, in prima fila, a reggere lo striscione dell’Anpi di Lerici, stanco ma sorridente di poter essere ancora la davanti, lui che, in prima linea, si era scontrato per due anni, sui monti di Parma, con la barbarie nazi-fascista. A seguire riportiamo una delle sue ultime interviste, dove ne emergono particolari personali ed inediti,lui che voleva fare lo scultore quando invece la vita e la storia avevano deciso diversamente.

Grazie ancora Luigi, del tuo insegnamento, delle tue parole. Ce ne faremo carico come potremo, nel tuo ricordo.

(La Spezia per Tsipras)

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Noi non eravamo eroi eravamo soltanto ragazzi,” la vittoria finale di noi partigiani è stata la Costituzione, come sintesi di una lotta di Resistenza portata avanti da avvocati, professori, operai e contadini. Tutti questi lottavano, mangiavano e dormivano insieme, e soltanto l’insieme di tutte queste storie ha potuto far sì che si scrivesse la Costituzione. Io ero un ufficiale dell’esercito e per circa un anno ho fatto il partigiano semplice. C’erano diverse brigate ognuna delle quali era formata da 60 persone. Successivamente essendosi creata un’altra brigata, fui votato dai ragazzi quale comandante della stessa brigata non per il grado di ufficiale che avevo nell’esercito ma bensì per aver partecipato a tutte le azioni di guerriglia e con il mio impegno ero riuscito a conquistarmi la fiducia del gruppo. La nostra zona di azione era il parmense, sugli Appennini, pur essendo di Sarzana non sono mai andato a casa nonostante la vicinanza perché in tal modo avrei messo a rischio i miei familiari. I fascisti quando rintracciavano la famiglia di un partigiano la usavano come ostaggio per costringere l’antifascista a costituirsi, altrimenti tutti i componenti della famiglia sarebbero stati torturati, per svelare dove si trovava il figlio, fratello etc. Infatti sia io che altri eravamo pronti a contrastare questa azione, il nostro piano consisteva nel recarci imbottiti di esplosivo in una caserma dei fascisti e dopo esserci presentati mettendoci affianco a qualche camicia nera ci saremmo fatti esplodere. Dopo l’8 settembre quando le forze armate non ebbero più ordini, io decisi di andare sui monti nel parmense, però prevedendo che i fascisti mi avrebbero cercato, accompagnato da mio padre andammo alla stazione ferroviaria e facemmo un biglietto per Roma, mentre in realtà sono andato in tutt’altro posto. Infatti i fascisti successivamente si recarono alla stazione ad investigare ed il ferroviere che aveva fatto il biglietto, conoscendomi, disse che ero andato nella capitale. Così si persero le mie tracce.

Il nostro paese ha una Costituzione e visto che tutti i nostri politici hanno giurato su di essa pretendo che loro la rispettino. Siamo in una situazione pericolosissima, siamo nei guai veri e grandi, sono preoccupato, io farei pulizia! Questi non meritano altro, noi dobbiamo imporci. In Italia ci sono 1000 disoccupati in più al giorno, io non so più cosa fare e dove andare, ho 94 anni e non me ne andrò finché non la vedrò rispettata. Ha del coraggio chi dice che questa è la seconda repubblica ma in realtà questa è la prima e l’unica repubblica fondata sulla Costituzione. Questo sfogo lo dobbiamo fare tutti altrimenti le cose non cambieranno.
Dopo la Liberazione ho preso una cotta e mi sono sposato e ho dovuto abbandonare l’arte, la mia grande passione è la scultura. Per mantenere la famiglia sono andato a lavorare a Milano, lì mi sono impegnato in politica. La prima volta sono stato eletto con la Democrazia Cristiana facendo il capo gruppo in un consiglio comunale e vedendo le proposte politiche che faceva il gruppo politico del PCI io le facevo votare perche erano le stesse proposte che avrei fatto io. Per questo motivo sono stato più volte richiamato dal gruppo democristiano, perché volevano che qualsiasi cosa avrebbero proposto i comunisti si doveva respingere, anche se fossero state cose valide. Alla fine sono andato via da questo gruppo, e successivamente ho aderito al PCI. Dopo la Bolognina ho contribuito a formare Rifondazione Comunista restando nel gruppo dirigente del partito. Quando è arrivato il momento della pensione ho lasciato Milano andando ad abitare a Lerici, in questo comune nessuno sapeva il mio impegno politico essendo di Sarzana e poi vissuto a Milano, così ho pensato di rispolverare il mio antico sogno, cioè riprendere a fare lo scultore, non scolpendo immagini sacre come volevano i miei genitori quando ero giovane ma bensì tutt’altro. Una volta è venuto a Lerici Cossutta a fare un comizio per Rifondazione Comunista in tal modo ci siamo rivisti dopo che avevo lasciato la metropoli lombarda ed è stato un bellissimo incontro con abbracci e baci e passeggiate al centro del paese. Così i miei concittadini mi hanno scoperto e mi hanno costretto a riprendere a fare politica. Addio sculture! Per dieci anni ho dovuto fare l’assessore. In quel periodo ero impegnato dalle 8 del mattino alle 8 di sera come assessore e poi c’erano gli impegni politici. I miei attrezzi di scultore e la mia bottega sono lì che aspettano di essere usati. Ho lasciato la mia grande passione per la Costituzione.”

Luigi Fiori

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