Elezioni regionali: per il PD vale tutto. Violazioni della privacy e scenette imbarazzanti ma l’importante è far votare la «Lella»

LA SPEZIA – Tutti i mezzi sono leciti per il Pd spezzino che sta mettendo in scena una delle più squallide e tristi campagne elettorali mai viste.

Molti spezzini in queste ore stanno ricevendo telefonate elettorali persino sui numeri di cellulare che hanno lasciato al Comune per essere avvisati in caso di allerta (Il servizio di Alert System). Al telefono c’è Andrea Montefiori (Capo di gabinetto del Sindaco Federici), che fa campagna elettorale per il Pd e per Raffaella Paita. Non solo una palese violazione della privacy; verrebbe anche da chiedere se l’accostamento del nome della Paita a quello della protezione civile non gli crei nemmeno un po’ d’imbarazzo…

Alle considerazioni scomposte del Sindaco di Spezia su Facebook siamo ormai abituati da tempo, ogni “tre per due” insulta, offende e lancia strali a destra e a sinistra (più a sinistra di solito). Per lo più non ci facciamo caso, un po’ come ci si abitua al suono della motosega, al picchiare di un martello, o magari al cane del vicino che abbaia: ovviamente speriamo che smetta presto, ma senza farci quasi più caso.

In diversi si stanno producendo in performance a dir poco imbarazzanti: dal Sindaco di Sarzana Alessio Cavarra che suona ai campanelli dicendo «sono il Sindaco e sto facendo campagna elettorale», per passare all’altro assessore del Comune di Sarzana, nonché ex segretario provinciale del Pd Juri Michelucci («ti ha scritto il candidato?» è il tomentone che gira su fb) che manda messaggini, in chat, con link sponsorizzati e “democraticamente” distribuisce santini in tutte le cassette di tutto il territorio provinciale (c’erano una volta le preferenze del partito).

Da fuori provincia ci arriva l’eco del Sindaco Pd di Campomorone che ha scritto ai concittadini una lettera elettorale firmata “Il Sindaco” invitando a votare Paita ecc.
Si moltiplicano le firme ufficiali (per alcune, come per il famigerato nuovo ospedale, siamo già alla posa della seconda prima pietra e alla quarta firma di avvio lavori) , per non parlare di tutti quei «se perdiamo non arriveranno più finanziamenti per questo e per quello» e tutti gli altri squallidi ricatti più o meno velati che prefigurano uno scenario da inferno dantesco se per caso la Lella non dovesse vincere.

D’altronde l’esempio viene dall’alto, dalla stessa candidata che da un anno e mezzo gira in lungo e in largo la Liguria per far campagna elettorale per se stessa, pur avendo un delicato incarico come Assessore, che non svolge, per il quale prende uno stipendio di oltre 100 mila euro l’anno. Viene anche da Matteo Renzi che usa mezzi istituzionali e viaggia in elicottero a 8400 euro l’ora per spostarsi nelle Eegioni sotto elezioni, per una missione che istituzionale non è, come la campagna elettorale di un partito.

Coinvolgere le figure istituzionali, che dovrebbero rappresentare tutti i cittadini, in una campagna pancia a terra, all’ultimo voto, oltretutto non dà il senso di esser poi così certi del risultato: è un segnale di debolezza. E sporca una volta di più le istituzioni repubblicane.

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