Domande UAAR, le risposte di Elena Del Santo (M5S)

LA SPEZIA- Elena Del Santo, candidata M5S al Consiglio Regionale, ha risposto alle domande poste da UAAR qualche tempo fa.

Ringrazio per le domande e per l’attenzione che ci prestate. Premetto che, da socia UAAR e Pastafariana convinta, sono molto contenta di poter rispondere a queste domande che toccano argomenti troppo spesso relegati in secondo piano, ma in realtà fondamentali.
1) Sul c.d. Testamento Biologico, ovvero le “dichiarazioni anticipate di trattamento” nel fascicolo sanitario elettronico:
DOMANDA: In risposta ad una sempre più sentita esigenza, riscontrata anche nella nostra regione dall’istituzione in alcuni comuni dei registri dei cosiddetti “Testamenti biologici”, sosterrà l’inserimento nel fascicolo sanitario elettronico delle “dichiarazioni anticipate di trattamento”, come recentemente deliberato dalla regione Toscana e seguendo l’esempio di altre realtà come l’ Emilia Romagna?
1) Assolutamente si, senza ombra di dubbio. Anzi, trovo assolutamente necessaria l’iscrizione nel fascicolo sanitario elettronico, che si presume essere consultato dai medici prima di qualsiasi terapia o trattamento. Penso ai casi di emergenza, per esempio quando a causa di un incidente il medico deve agire con la massima rapidità ed il paziente non ha nessuno accanto a sé che possa comunicare (e far rispettare) le sue volontà. Inoltre, la Liguria è una regione con forte invecchiamento e contemporaneamente l’aspettativa di vita è lunga. Attenzione però, l‘aspettativa di vita, non l’aspettativa di vita sana. Per me, un diritto fondamentale per cui battersi, la possibilità di decidere quando la propria vita non è più dignitosa.

2) Sulla richiesta che l’assistenza religiosa non sia più a carico delle AUSL:
Anche per la Liguria, considerando tutte le strutture sanitarie della regione, le convenzioni tra le ASL e le Diocesi pesano per centinaia di migliaia di euro sui bilanci, per il servizio di assistenza religiosa cattolica, come si può rilevare dall’esempio del solo ospedale “san Paolo” di Savona che, fino al 2017, inciderà per ben 35.000,00 euro all’anno, nonostante quella che era da ritenersi una revisione in ribasso della convenzione. Denaro che sarebbe più utile, per esempio, ad un sistema sanitario sempre più in difficoltà, piuttosto che ad un’istituzione che già percepisce sostanziosi emolumenti sotto diverse voci, oltre al grasso 8 per mille.
DOMANDA: Si adopererà affinché l’assistenza religiosa non sia più a carico delle AUSL?
Ringrazio intanto UAAR per aver sollevato una questione che rimane sempre in secondo piano. Come Movimento sosteniamo con grande energia la necessità di potenziare la sanità pubblica e di renderla maggiormente fruibile per tutti i cittadini e soprattutto per le fasce più disagiate: sanità pubblica e universale dunque, ma anche laica. La nostra convinzione è che la lotta agli sprechi e alla dispersione dei soldi pubblici porta inevitabilmente ad un miglioramento del sistema sanitario in generale
Il costo dei religiosi in corsia, ben 2.2 milioni come indicato da UAAR, può fare la differenza per il miglioramento e l’estensione dei servizi sanitari. Nessuno vuole negare il diritto all’assistenza religiosa, ma non è neanche pensabile che questo venga sostenuto con soldi pubblici.

3) Sulla tutela della salute e dell’autodeterminazione delle donne: A causa di una forte sperequazione tra medici e personale sanitario obiettori di coscienza e non, si sono verificati e si verificheranno in futuro, casi di “malasanità” anche gravi, capaci di delineare una situazione dell’assistenza sanitaria da “terzo mondo”, se nessuno avrà la forza di prendersi a cuore il problema.
DOMANDA: Si impegnerà per avere almeno il 50% di ginecologi non obiettori nei nostri ospedali e per garantire accesso senza ostacoli alla contraccezione post-coitale (pillola del giorno dopo) e all’aborto farmacologico (RU-486), nonché a prevedere interventi informativi sulla contraccezione nelle scuole?
Questo è un argomento che mi sta particolarmente a cuore. L’esperienza dell’aborto per una donna non è mai una passeggiata, ma un’esperienza traumatica che lascia strascichi per tutta la vita. Compito dell’istituzione è quello garantire una libera scelta, e una scelta è veramente libera solo se informata: in questo senso la regione dovrà impegnarsi a finanziare programmi di educazione sessuale e all’affettività nelle scuole, specialmente nelle aree svantaggiate. Credo che vada data molta più importanza ai consultori, luoghi dove le donne, soprattutto le più giovani, devono poter trovare aiuto, sostegno e tutela della loro salute, qualsiasi sia il loro problema di salute fisica o psichica e qualsiasi sia la loro scelta di vita, se essa comprenda la maternità o meno. L’obiezione di coscienza va disincentivata, e la regione può farlo, con interventi anche di tipo economico, visto che i medici obiettori in effetti compiono meno prestazioni rispetto a quelle che la legge imporrebbe loro.

4) Fine dei finanziamenti pubblici dell’edilizia di culto (oneri di urbanizzazione secondaria): Come altre Regioni italiane, anche la Regione Liguria, ha fissato nel 7% la percentuale minima della quota degli oneri di urbanizzazione secondaria da destinare all’edilizia di culto, che i Comuni versano ai sensi della Legge Regionale n. 4 del 25.01.1985. Le regioni non sono affatto tenute a imporre ai comuni, tramite leggi regionali, percentuali minime di oneri di urbanizzazione da destinare all’edilizia di culto. È dunque solo una scelta degli amministratori pubblici beneficiare le confessioni di finanziamenti che potrebbero invece essere indirizzati a vantaggio di tutti i cittadini, scelta che, a prescindere da eventuali strategie, può essere il risultato di un burocratico ed automatico rinnovo di privilegi concessi negli anni precedenti.
Se per comuni piccoli le cifre si aggirano mediamente a poche migliaia di euro come Portovenere, che ha versato favore della Curia Vescovile 3.248,26 euro nel 2014, si arriva fino a realtà medie come La Spezia, che ha destinato 27.000 euro nel 2013 alle confessioni religiose, fino a realtà grandi come Genova, che nel 2010 ha versato alla Chiesa cattolica la considerevole somma di 101.103 euro, su un totale di circa 106.000.
DOMANDA: Si impegna a modificare la normativa regionale eliminando l’edilizia di culto dalle destinazioni degli oneri di urbanizzazione secondaria?
Ovviamente sì, mi impegno fare del mio meglio. Come per tutti i settori, mi sembra inaccettabile che risorse che potrebbero essere utilizzate per azioni vitali per tutti i cittadini, ad esempio il finanziamento della lotta al dissesto idrogeologico, siano invece destinate a sostenere solo ad una parte di cittadinanza. Questi soldi devono tornare nelle tasche di tutti i cittadini, sotto forma di servizi alla persona e infrastrutture utili.

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